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Quaise Energy chiude un Series B da 180 milioni per il geotermico superdeep

Quaise Energy ha chiuso un round Series B da 180 milioni di dollari, con 35 milioni provenienti da Nabors Industries, per costruire la prima centrale geotermica superdeep al mondo. La startup, nata dall’MIT, punta a forare oltre 5 km di profondità con un sistema a onde millimetriche capace di raggiungere rocce a temperature tra 300 e 500°C.

Quaise Energy chiude un Series B da 180 milioni per il geotermico superdeep

Quaise Energy ha chiuso un round Series B da 180 milioni di dollari, di cui 35 milioni arrivano da Nabors Industries come investimento strategico. L’obiettivo è costruire la prima centrale geotermica commerciale a roccia superdeep al mondo. I fondi finanzieranno il Progetto Obsidian nell’Oregon centrale e lo sviluppo del sistema di perforazione a onde millimetriche verso profondità superiori ai 5 km.

Il round è stato guidato da Prelude Ventures, con la partecipazione di JERA e Idemitsu, due dei principali gruppi energetici giapponesi. La presenza di Nabors non è solo finanziaria: la società è tra i più grandi operatori mondiali di impianti di perforazione, e il suo ingresso apre a una collaborazione operativa diretta per il dispiegamento della tecnologia su scala commerciale. Il Progetto Obsidian sorgerà su concessioni federali nella Deschutes National Forest, una delle aree geotermiche più studiate degli Stati Uniti, con un potenziale stimato nell’ordine del gigawatt. La prima elettricità alla rete è attesa entro il 2030.

La tecnologia di Quaise è nata al MIT Plasma Science and Fusion Center, dove il ricercatore Paul Woskov aveva intuito già nel 2008 che un girotrone — lo stesso dispositivo usato per riscaldare il plasma nei reattori a fusione — poteva vaporizzare la roccia senza alcun hardware nel sottosuolo. Dopo oltre un decennio di ricerca, la startup è stata fondata nel 2018 come spin-off dell’MIT. Il sistema emette onde millimetriche che ablatono la roccia, aggirando il limite fisico dei tradizionali scalpelli che si deteriorano rapidamente a grandi profondità e temperature estreme. Prima del 2025 questa tecnologia era stata dimostrata solo in laboratorio, con fori profondi pochi centimetri. Nel luglio 2025 Quaise ha perforato 100 metri di granito nel sito di prova in Texas centrale, stabilendo un record mondiale per la perforazione a onde millimetriche. Il passo successivo è un girotrone con potenza dieci volte superiore all’attuale.

Le implicazioni energetiche sono di larga portata. Raggiungendo rocce a temperature comprese tra 300 e 500°C, Quaise stima di poter estrarre energia geotermica praticamente ovunque nel mondo, non solo nelle zone vulcaniche tradizionali. Una centrale di questo tipo avrebbe una densità di potenza paragonabile agli impianti a combustibile fossile e al nucleare, con costi nel lungo periodo allineati alle rinnovabili. Il CEO Carlos Araque ha dichiarato che la società ha già siglato accordi preliminari con alcuni clienti, tra cui almeno una grande azienda tecnologica e un’utility, senza rivelarne i nomi. Per il sito dell’Oregon, il piano prevede un impianto da 50 MW: i primi 20 MW con perforazione convenzionale, poi altri 30 MW con il sistema a onde millimetriche.

Il geotermico superdeep si candida a diventare una delle fonti di energia di base del prossimo decennio. Se Quaise riuscirà a dimostrare la fattibilità commerciale con il Progetto Obsidian entro il 2030, il modello potrà essere replicato su scala globale, affiancando il nucleare nella fornitura di energia continua e a basse emissioni. La convergenza tra tecnologie della fusione e applicazioni geotermiche — un percorso che parte direttamente dall’MIT — è tra le più concrete risposte ingegneristiche alla domanda di potenza affidabile che il mondo sta costruendo in questi anni.

Tag: Energie rinnovabili Transizione energetica

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