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200 milioni per il nucleare: Oklo e X-Energy con Microsoft e Nvidia

L’amministrazione Trump lancia un programma da 200 milioni di dollari per accelerare la costruzione di reattori nucleari destinati ai data center per l’intelligenza artificiale. Oklo e X-Energy entrano nel progetto assieme a Microsoft e Nvidia, con l’annuncio atteso a un vertice del Dipartimento dell’Energia.

200 milioni per il nucleare: Oklo e X-Energy con Microsoft e Nvidia

Oklo e X-Energy entrano nel programma federale da 200 milioni di dollari voluto dall’amministrazione Trump per accelerare lo sviluppo di nuovi reattori nucleari destinati ad alimentare i data center dell’intelligenza artificiale. La notizia, anticipata da Bloomberg sulla base di un documento interno al Dipartimento dell’Energia, ha fatto balzare i titoli dei due sviluppatori di reattori avanzati: X-Energy ha guadagnato fino al 12% nelle contrattazioni after-hours, Oklo ha segnato un +9,9%.

Il programma si inserisce in un’iniziativa già avviata che vede la partecipazione di Microsoft e Nvidia. Dei 200 milioni complessivi, 60 milioni saranno distribuiti nell’arco di tre anni tra diversi laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia e istituzioni accademiche, tra cui l’Università del Texas ad Austin. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già mercoledì, in occasione di un vertice sull’energia per l’IA convocato dal DOE. Gli obiettivi dichiarati sono precisi: ridurre sensibilmente i tempi necessari per progettare, ottenere le licenze e costruire nuovi impianti, e tagliare il numero di operatori richiesti per gestirli.

Rispetto ad altri programmi federali a forte intensità di capitale — come l’Advanced Reactor Demonstration Program, che prevede circa 3,2 miliardi di dollari in impegni di cofinanziamento per i reattori Natrium di TerraPower e Xe-100 di X-Energy — questo nuovo investimento da 200 milioni punta su un collo di bottiglia diverso. L’idea è usare l’intelligenza artificiale stessa, le partnership con i laboratori federali e l’industria privata per comprimere le tempistiche burocratiche e ingegneristiche che oggi separano i progetti di reattore dai data center affamati di energia. È un cambio di approccio: meno sussidi diretti alla costruzione, più strumenti per togliere di mezzo gli ostacoli procedurali.

Il contesto spiega perché questa mossa sia arrivata adesso. L’espansione dei data center legata al boom dell’IA sta spingendo verso l’alto i prezzi dell’elettricità in tutto il paese, e aziende come OpenAI e Nvidia hanno indicato la disponibilità di energia come uno dei principali vincoli alla crescita dell’IA domestica. Il nucleare risponde a questa domanda con una caratteristica che le rinnovabili non possono garantire: potenza di base continua, disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro, senza emissioni dirette di carbonio. Il Dipartimento dell’Energia stima che entro il 2050 saranno necessari 300 gigawatt di nuova capacità nucleare per tenere il passo con la domanda. Gli Stati Uniti non hanno oggi nessun grande reattore commerciale in costruzione, mentre la Cina ne ha 39 cantieri aperti.

Per Oklo, questo programma si somma a una serie di passi già compiuti nell’ultimo anno: la società era stata selezionata per tre progetti nell’ambito del Reactor Pilot Program del DOE e, successivamente, per i Fuel Line Pilot Projects destinati alla costruzione di impianti di fabbricazione del combustibile avanzato. X-Energy, dal canto suo, ha già alle spalle un impegno federale per la dimostrazione del reattore Xe-100. Se il programma da 200 milioni produrrà i risultati attesi sulle tempistiche di licenza e costruzione, potrebbe diventare il modello su cui costruire la prossima fase del ritorno nucleare americano — e Wall Street, almeno per ora, sembra crederci.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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