Anfield Energy chiude il primo semestre 2026 con numeri che parlano chiaro: la valutazione economica preliminare aggiornata (PEA) del suo portafoglio integrato uranio-vanadio negli stati di Utah e Colorado mostra un tasso interno di rendimento pre-tasse del 106%, un valore attuale netto di 606 milioni di dollari all’8% di tasso di sconto e un periodo di rimborso del capitale atteso in soli 1,3 anni. Post-tasse, i valori restano solidi: IRR al 97% e NPV a 533 milioni di dollari.
Il modello produttivo è quello hub-and-spoke: otto giacimenti tra Utah e Colorado, tutti all’interno della Uravan Mineral Belt, conferiscono il minerale al Shootaring Canyon Mill, l’impianto di trasformazione centralizzato di proprietà esclusiva dell’azienda. La PEA copre i progetti Velvet-Wood in Utah, Slick Rock in Colorado e sei delle nove miniere del complesso West Slope, con una capacità di lavorazione prevista di mille tonnellate al giorno. La produzione media stimata nell’arco di vita della miniera — 15 anni — è di circa 1,3 milioni di libbre di uranio e 6,4 milioni di libbre di vanadio all’anno. Nel picco produttivo si può arrivare a 1,9 milioni di libbre di uranio e 7,8 milioni di vanadio. Nei pressi di Shootaring esistono già circa 250.000 libbre di uranio in scorte stoccate, pronte all’utilizzo.
La struttura finanziaria è altrettanto definita. Il capex di pre-produzione ammonta a circa 97 milioni di dollari, da impiegare in dodici mesi: comprende la rimessa a norma del circuito uranio a Shootaring, la costruzione di un nuovo circuito vanadio da 34,6 milioni di dollari e l’aggiornamento dell’impianto di gestione delle code. Il costo totale nell’arco della vita di progetto si attesta intorno a 173 milioni di dollari. Il calcolo della PEA è stato condotto assumendo un prezzo dell’uranio di 100 dollari per libbra e del vanadio a 9 dollari per libbra.
Sul fronte operativo, a maggio 2026 l’azienda ha completato la perforazione di otto nuovi pozzi di monitoraggio nei pressi dei bacini di processo e dell’impianto di gestione dei rifiuti, un passaggio obbligato per raccogliere dati idrogeologici di base prima della piena riattivazione di Shootaring. I lavori di rimessa a punto e le perizie ingegneristiche dell’impianto avanzano in parallelo. Il cantiere Phase One a Velvet-Wood è già avviato: la produzione in quella miniera è attesa entro fine 2026, mentre Shootaring dovrebbe essere operativo nel 2027. Il vantaggio competitivo di Shootaring risiede anche nella sua licenza esistente rilasciata dalla Nuclear Regulatory Commission: ottenere un’autorizzazione equivalente da zero in America richiede storicamente oltre cinque anni.
Il quadro regolatorio statunitense supporta il progetto. Washington sta spingendo con decisione sull’autonomia nelle forniture di combustibile nucleare, e la domanda proveniente dai data center — che stanno sottoscrivendo contratti di fornitura energetica a lungo termine con centrali nucleari — aggiunge un vettore di crescita concreto al mercato dell’uranio. Shootaring, se riavviato, diventerebbe il secondo dei soli due mulini convenzionali per uranio e vanadio operativi in tutto il paese, un dato che vale tanto dal punto di vista economico quanto per la sicurezza delle forniture alle utility. In aggiunta, tredici concessioni del Dipartimento dell’Energia americana e il giacimento Marquez-Juan Tafoya restano fuori dalla PEA attuale, rappresentando potenziale espansione futura senza acquisizioni aggiuntive. Se il programma di sviluppo regge le tempistiche dichiarate, Anfield Energy si posiziona tra i pochi produttori junior americani con un percorso diretto alla produzione commerciale a duplice commodity nel breve termine.



