Antares ha nominato il dottor Rian Bahran Chief Nuclear Officer. La notizia arriva in rapida successione rispetto ad altri due eventi: la prima criticità del microreattore Mark-0, raggiunta il 4 giugno presso l’Idaho National Laboratory, e la chiusura di un round Series C da 470 milioni di dollari. Non è una coincidenza: l’azienda sta passando dalla fase di dimostrazione tecnologica a quella di dispiegamento reale, e ha scelto di farlo con uno dei profili più qualificati disponibili sul mercato.
Bahran arriva dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, dove ricopriva il ruolo di Deputy Assistant Secretary for Nuclear Reactors. In quella posizione ha gestito il portafoglio federale per la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e il dispiegamento dei reattori avanzati, incluse le tecnologie a supporto del parco commerciale esistente. È un membro di carriera del Senior Executive Service, la fascia apicale della burocrazia tecnica americana. Ha iniziato la sua carriera al Los Alamos National Laboratory e ha conseguito un dottorato in ingegneria nucleare al Rensselaer Polytechnic Institute, con ricerca finanziata da Naval Reactors nell’ambito del Knolls Atomic Power Laboratory Advanced Reactor Program. Due lauree triennali, in ingegneria nucleare e fisica dell’ingegneria, entrambe allo stesso istituto.
In Antares, Bahran guiderà le operazioni nucleari, il processo di licenza, i rapporti con le istituzioni governative e la politica energetica, con l’obiettivo di aprire nuovi mercati. Il CEO Jordan Bramble ha spiegato la scelta in modo diretto: “ci sono pochissime persone che hanno operato a ogni livello del problema, dall’esperimento alla politica, passando per il programma.” La transizione dalla criticità alla commercializzazione richiede esattamente questo tipo di esperienza ibrida, tecnica e regolatoria insieme.
Il contesto è altrettanto rilevante. Antares è stata fondata nel 2023 e ha superato i 600 milioni di dollari di finanziamenti totali. Il round Series C da 470 milioni, co-guidato da Paradigm e Caffeinated Capital con la partecipazione di Point72 Ventures, Shine Capital e Industrious Ventures, è composto da 370 milioni in equity e 100 milioni in debito. Il piano operativo è preciso: il reattore Mark-1, quello che produrrà elettricità, è atteso nel 2027. I primi dispiegamenti presso installazioni militari sono fissati al 2028, con la US Air Force come cliente nell’ambito dell’iniziativa Advanced Nuclear Power for Installations. Antares deve anche rispettare la scadenza fissata dall’Executive Order 14299, che impone al Dipartimento della Guerra di avere un reattore operativo presso una base militare domestica entro il 30 settembre 2028.
Il microreattore di Antares è progettato per funzionare in modo autonomo per anni senza rifornimento di combustibile, erogando energia continua a installazioni di difesa e a clienti che operano lontano dalla rete elettrica. Utilizza combustibile TRISO, che incapsula l’uranio in strati di carbonio e ceramica. La potenza erogabile va da 100 kilowatt a 1 megawatt. Il Mark-0 è stato il primo reattore avanzato non ad acqua leggera sviluppato da un privato a raggiungere la criticità negli Stati Uniti in oltre quarant’anni, un traguardo ottenuto nell’ambito del DOE Reactor Pilot Program con il supporto di BWX Technologies e la presenza dell’esercito americano come osservatore.
Con Bahran a bordo, Antares ha ora un uomo che conosce il percorso di licenza dall’interno del sistema federale che lo governa. Per un’azienda che punta a dispiegare reattori su basi militari entro due anni, avere qualcuno capace di muoversi tra regolatori, appalti difesa e politica energetica non è un vantaggio secondario. È la condizione per trasformare un reattore funzionante in un prodotto consegnato.



