Home Economia dell'Energia Australia e India sbloccano l’uranio: accordo…
Economia dell'Energia

Australia e India sbloccano l’uranio: accordo storico a Melbourne

India e Australia hanno firmato a Melbourne gli accordi amministrativi per avviare le esportazioni commerciali di uranio australiano verso l’India, ponendo fine a oltre un decennio di stallo diplomatico. L’intesa è stata annunciata dal premier Modi e dal premier Albanese al termine dell’Annual Leaders’ Summit.

Australia e India sbloccano l’uranio: accordo storico a Melbourne

India e Australia hanno firmato a Melbourne gli accordi amministrativi per avviare le esportazioni commerciali di uranio australiano verso l’India, mettendo fine a un blocco negoziale durato oltre dieci anni. L’annuncio è arrivato il 9 luglio 2026 al termine dell’Annual Leaders’ Summit tra il primo ministro Narendra Modi e il suo omologo Anthony Albanese.

Modi ha definito l’intesa un passaggio decisivo per le ambizioni energetiche del paese. “Oggi abbiamo raggiunto un accordo importante nel campo dell’energia nucleare”, ha dichiarato in conferenza stampa, aggiungendo che aprirà la strada alle forniture di uranio dall’Australia e darà nuova forza agli obiettivi di energia pulita dell’India. Il joint statement bilaterale precisava che le esportazioni saranno destinate esclusivamente a scopi pacifici e soggette alle garanzie dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). La base giuridica è l’accordo di cooperazione nucleare civile siglato nel 2014 e entrato in vigore nel 2015: un’architettura già esistente, rimasta però inattuata per anni a causa di nodi tecnici legati alle salvaguardie sulla non-proliferazione.

L’Australia detiene circa un terzo delle riserve mondiali conosciute di uranio, la quota più alta al mondo. Eppure, nonostante il quadro legale attivo da oltre un decennio, i due paesi avevano completato una sola spedizione commerciale, nel 2017. Ora gli accordi amministrativi firmati a Melbourne colmano il vuoto operativo rimasto aperto. Per l’India, l’accesso all’uranio australiano significa diversificare le fonti di approvvigionamento del combustibile nucleare, riducendo la dipendenza da fornitori tradizionali come la Russia. L’intesa si aggiunge ad accordi simili già conclusi con Canada e Kazakhstan.

Il contesto strategico è determinante. L’India punta a raggiungere 100 GW di capacità nucleare entro il 2047, partendo dagli attuali 8,8 GW — meno del 3% della produzione elettrica nazionale. Per farlo ha approvato il SHANTI Act (Sustainable Harnessing and Advancement of Nuclear Energy for Transforming India), la legge entrata in vigore a dicembre 2025 che riforma radicalmente il settore: sostituisce l’Atomic Energy Act del 1962 e il Civil Liability for Nuclear Damage Act del 2010, aprendo per la prima volta la filiera nucleare alla partecipazione privata. Reattori, produzione di energia, manifattura di componenti e, entro certi limiti, la fabbricazione del combustibile potranno essere gestiti da aziende private sotto supervisione regolatoria. Il governo ha stanziato 20.000 crore di rupie per sviluppare almeno cinque modelli indigeni di small modular reactor entro il 2033.

Per l’Australia, l’accordo apre un mercato di esportazione di lungo periodo con uno dei partner più strategici nell’Indo-Pacifico. Modi aveva già sintetizzato la logica dell’intesa parlando a un forum d’affari a Melbourne: “Le grandi riserve di uranio australiane sono direttamente connesse al percorso nucleare dell’India.” Le due economie, entrambe democrazie e partner Quad, stanno costruendo una relazione che va oltre il commercio di materie prime — includendo minerali critici, cybersicurezza e difesa marittima.

Con le forniture australiane ora operative, l’India dispone di una base di approvvigionamento del combustibile più solida per sostenere la costruzione dei reattori già in cantiere e di quelli pianificati. Il vero banco di prova sarà la velocità con cui il SHANTI Act tradurrà l’apertura normativa in centrali costruite e collegate alla rete. Il combustibile è pronto. Mancano i reattori.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

Articoli simili