Nuclear Diamond Batteries, Inc. (OTC: NDBI) ha ricevuto tre approvazioni di brevetto dal USPTO — l’ufficio brevetti statunitense — nell’arco di meno di un anno, costruendo una copertura di proprietà intellettuale che abbraccia l’intera architettura della sua piattaforma betavoltaica. La società ha diffuso un riepilogo della propria posizione brevettuale il 29 luglio 2026, delineando anche le priorità di breve termine per rafforzare ulteriormente il portafoglio.
I tre brevetti approvati — tutti gestiti attraverso la controllata AtomiQ, Inc. — coprono strati distinti e complementari della tecnologia. Il primo riguarda l’architettura nucleare voltaica di base: converte l’energia del decadimento radioisotopico in elettricità attraverso strutture di diamante semiconduttore sintetico. Il secondo protegge un elettrodo ad alta porosità basato su framework metallorganici (MOF) rivestiti con strutture di nano-cipolla di carbonio, progettato per migliorare lo stoccaggio della carica e la stabilità a lungo termine. Il terzo brevetto, con 18 rivendicazioni, copre i metodi proprietari di sintesi delle nano-cipolle di carbonio e la loro funzionalizzazione, le componenti fondamentali dei nanomateriali usati sull’intera piattaforma. A questi si aggiungono ulteriori domande in corso, relative a strutture di semiconduttori, metodi di integrazione isotopica e sistemi di ottimizzazione energetica.
Le batterie a diamante nucleare sono dispositivi a lunga durata che generano elettricità continua a bassa potenza sfruttando il decadimento naturale di radioisotopi come Carbonio-14 e Nickel-63, incapsulati in strati di diamante sintetico. La logica industriale di NDBI è costruire un portafoglio di proprietà intellettuale verticalmente integrato: dalla conversione betavoltaica fino al riciclaggio di isotopi di scarto. Il mercato delle batterie nucleari, secondo proiezioni di settore citate dalla società, crescerebbe a un tasso annuo composto tra il 13% e il 16,5% fino al 2030. Dati che la stessa NDBI non attribuisce ai propri risultati specifici, ma che descrivono la traiettoria generale del comparto.
Greg Rubin, CEO di AtomiQ, ha definito le tre approvazioni USPTO “un progresso significativo nella protezione degli elementi differenziati” della tecnologia. La strategia dichiarata per i prossimi mesi prevede il completamento dell’emissione formale dei due brevetti più recenti tramite il pagamento delle quote di convalida, l’avanzamento delle domande pendenti e la preparazione di nuovi depositi internazionali per ampliare la copertura geografica. NDBI intende anche allineare la strategia brevettuale a eventuali partnership strategiche, in particolare per la fornitura di isotopi e i percorsi di commercializzazione.
L’interesse per le batterie betavoltaiche sta crescendo al di là dei laboratori di ricerca. Le applicazioni più immediate riguardano ambienti remoti, inaccessibili o mission-critical, dove sostituire o ricaricare una batteria è impraticabile: sensori in profondità marina, dispositivi medici impiantabili, infrastrutture spaziali. È proprio lo spazio il terreno più discusso. Il CEO di City Labs, Peter Cabauy, ha dichiarato pubblicamente che colonizzare la Luna richiederà energia nucleare compatta. Il progetto BOHR — reattore nucleare approvato per uso commerciale nello spazio — è già citato nel comunicato NDBI come prova che i sistemi nucleari compatti sono pronti per il dispiegamento commerciale. Se la piattaforma AtomiQ riuscirà a superare le tappe regolamentari legate alla gestione dei radioisotopi, potrebbe intercettare una domanda che, nei prossimi dieci anni, non farà che espandersi.



