La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha firmato con Orano una linea di credito da 125 milioni di euro per finanziare lo sviluppo di Orano Med e la sua infrastruttura industriale, in particolare la costruzione dell’Advanced Thorium Extraction Facility (ATEF) a Bessines-sur-Gartempe, in Francia. È il secondo accordo di finanziamento tra la BEI e il gruppo Orano in poco più di un anno, segno di una fiducia istituzionale che va ben oltre il singolo progetto.
Orano Med è la controllata del gruppo Orano specializzata in medicina nucleare. Sviluppa terapie alfa mirate basate sul piombo-212, un radioisotopo emettitore alfa che colpisce le cellule tumorali limitando i danni ai tessuti sani circostanti. Il principio è chiaro: le particelle alfa percorrono solo da due a cinque strati cellulari nel tessuto, depositando una quantità di energia molto elevata in uno spazio molto ridotto. Questo le rende particolarmente efficaci contro le micro-metastasi, difficili da trattare con altri approcci. Il piombo-212 si ottiene dal torio-228, che a sua volta deriva dal radio-228: un processo che Orano padroneggia grazie a decenni di esperienza nella gestione dei materiali nucleari.
L’impianto ATEF è il punto centrale dell’investimento. Sarà il primo impianto industriale al mondo dedicato alla produzione su larga scala di torio-228 come precursore del piombo-212. Con oltre 7.000 metri quadri di superficie, è previsto per l’entrata in funzione nel 2027 e permetterà di moltiplicare per dieci la capacità produttiva attuale del Laboratoire Maurice Tubiana. Una volta operativo, rifornirà tutti gli ATLab — i laboratori di Orano Med sparsi in Europa e Nord America — dove verranno prodotti i farmaci a base di piombo-212 destinati ai pazienti. Il progetto complessivo vale circa 250 milioni di euro e genererà quasi 70 posti di lavoro diretti e 100 indiretti. Ha già ricevuto 22 milioni di euro di sostegno statale nell’ambito del piano France 2030.
Il programma clinico di Orano Med conta quattro linee di sviluppo. Il candidato più avanzato è AlphaMedix, sviluppato insieme a RadioMedix per i tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici: nel 2025 ha raggiunto tutti gli endpoint primari di efficacia nella fase 2, aprendo la strada alle discussioni con le autorità regolatorie. La commercializzazione globale è affidata a Sanofi, che nel 2024 ha investito 300 milioni di euro per una quota del 16% nella società e ha acquisito i diritti di licenza su AlphaMedix con un anticipo di 100 milioni. Parallele al percorso regolatorio di AlphaMedix, procedono le collaborazioni con Roche — che sta avviando una sperimentazione di fase 1 su tumori CEA-positivi — e con Molecular Partners su una piattaforma DARPin contro il tumore polmonare a piccole cellule.
Il finanziamento della BEI consolida una traiettoria già avviata. La medicina nucleare oncologica è un campo dove Orano porta competenze costruite in quindici anni di ricerca, e dove la disponibilità di piombo-212 in quantità industriali è oggi il collo di bottiglia che limita lo sviluppo dei trattamenti. Con l’ATEF operativo, quel vincolo viene rimosso. Se AlphaMedix otterrà l’approvazione regolatoria, la piattaforma produttiva sarà pronta ad alimentare in modo continuativo i siti di distribuzione globali. La tecnologia nucleare, in questo caso, non è sfondo: è la sostanza stessa della cura.



