Il Bezos Earth Fund ha annunciato un impegno filantropico da 3,5 milioni di dollari a favore della Nuclear Scaling Initiative (NSI), con l’obiettivo di avviare la costruzione di un orderbook nazionale per reattori nucleari di grande taglia negli Stati Uniti. È la prima volta che il fondo climatico di Jeff Bezos destina risorse in modo diretto allo sviluppo del nucleare civile.
Il meccanismo al centro del progetto è l’orderbook: uno strumento che aggrega la domanda di più acquirenti, i quali si impegnano collettivamente a costruire lo stesso design di reattore già collaudato. Il modello ha radici solide in altri settori industriali. Nell’aviazione e nella cantieristica navale, gli orderbook hanno permesso ai produttori di ridurre i costi, consolidare le filiere e piantonare gli investimenti su orizzonti lunghi. NSI punta a replicare quella logica nel nucleare. Con il finanziamento del Bezos Earth Fund, l’iniziativa avvierà un processo coordinato tra partner federali, statali e commerciali per assemblare un orderbook concreto e operativo. Il Dipartimento dell’Energia americano stima che la domanda di elettricità negli USA crescerà di almeno il 50% entro il 2050: la pressione sulla rete è già visibile, e costruire reattori in serie, anziché come progetti isolati, è uno dei pochi approcci che può tenere il passo.
NSI è una partnership tra tre organizzazioni no-profit: Clean Air Task Force, EFI Foundation e Nuclear Threat Initiative. L’obiettivo dichiarato è raggiungere una capacità di 50 gigawatt o più di energia nucleare sicura a livello globale entro i primi anni 2030. Il modello a orderbook mira a creare la prevedibilità necessaria per rafforzare le filiere produttive, formare manodopera specializzata e ridurre le variabili che in passato hanno rallentato i cantieri. Tom Taylor, presidente e CEO del Bezos Earth Fund, ha inquadrato il senso dell’investimento con chiarezza: “Gli Stati Uniti hanno una rara opportunità di trasformare la crescita della domanda energetica in un vantaggio.” L’ex segretario all’Energia Ernest Moniz figura tra i co-presidenti del comitato direttivo di NSI.
Questo grant si inserisce in un portafoglio filantropico molto più ampio. Il Bezos Earth Fund ha impegnato finora circa 2,4 miliardi di dollari dei 10 miliardi totali promessi da Jeff Bezos nel 2020, con scadenza al 2030. Restano quindi circa 7 miliardi da distribuire in meno di quattro anni. Il ritmo delle erogazioni è aumentato: tra settembre e dicembre 2025, il fondo ha annunciato 37,5 milioni per la protezione degli oceani nel Pacifico, 30 milioni per l’intelligenza artificiale applicata al clima, e 102,5 milioni contro i senzatetto negli USA. Lauren Sánchez Bezos, vicepresidente del fondo e moglie di Jeff Bezos, è diventata il volto pubblico di questa accelerazione, annunciando in prima persona la maggior parte dei grant più significativi. In luglio 2025, Bezos aveva già sostituito il CEO del fondo affidando la guida operativa a Tom Taylor, ex responsabile della divisione Alexa di Amazon.
L’ingresso del Bezos Earth Fund nel nucleare non è un segnale isolato. Amazon ha investito oltre un miliardo di dollari in progetti nucleari per alimentare i propri data center, e il settore tecnologico nel suo insieme sta guardando al nucleare come risposta alla crescita esponenziale dei consumi energetici legati all’intelligenza artificiale. Se l’orderbook promosso da NSI riuscirà ad aggregare compratori reali attorno a un progetto standardizzato, potrebbe innescare un effetto di trascinamento sugli investimenti pubblici e privati molto più grande dei 3,5 milioni iniziali. Come ha sintetizzato Taylor: “il nostro sostegno a NSI è una scommessa mirata sul fatto che una coordinazione intelligente possa sbloccare investimenti ben più grandi.”



