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Big Tech e nucleare: 9,8 GW già contrattualizzati per i data center AI

Microsoft, Meta, Amazon e Google hanno già firmato tredici accordi per quasi 10 gigawatt di energia nucleare destinata ai loro data center. La corsa all’atomo è diventata la strategia energetica dominante dei colossi tech per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale.

Big Tech e nucleare: 9,8 GW già contrattualizzati per i data center AI

Tredici accordi. 9,8 gigawatt già contrattualizzati. Microsoft, Meta, Amazon e Google hanno smesso di parlare di energia nucleare e hanno cominciato a comprarla, in blocco e con orizzonti temporali lunghi fino a vent’anni. Il settore dei data center ha trovato la sua fonte di alimentazione preferita, e non è il solare né l’eolico.

Il caso più emblematico resta quello di Microsoft, che nel settembre 2024 ha firmato un accordo ventennale con Constellation Energy per riattivare l’Unità 1 della centrale di Three Mile Island in Pennsylvania — ribattezzata Crane Clean Energy Center — ferma dal 2019. L’impianto eroga 835 megawatt di potenza. Il Dipartimento dell’Energia americano ha concesso un prestito da un miliardo di dollari per accelerare il riavvio, e la data di entrata in esercizio commerciale è stata anticipata al secondo semestre del 2027, un anno prima del previsto. Seicento posti di lavoro torneranno nella contea di Dauphin. Meta ha seguito una strada diversa ma altrettanto ambiziosa: ha costruito un portafoglio nucleare che arriva fino a 6,6 gigawatt, distribuito tra accordi con TerraPower, Oklo, Vistra e Constellation. Quest’ultimo include un PPA ventennale per acquistare 1,1 gigawatt dal Clinton Clean Energy Center in Illinois. Gli analisti di Jeffries hanno osservato che i big tech mostrano una preferenza netta per i reattori di quarta generazione rispetto a quelli convenzionali.

Amazon ha percorso entrambe le strade in parallelo. A giugno 2025 ha formalizzato con Talen Energy un accordo da 1,92 gigawatt di energia dalla centrale di Susquehanna, Pennsylvania, valido fino al 2042. In parallelo ha investito 700 milioni di dollari in X-energy per lo sviluppo di fino a dodici reattori SMR Xe-100, con un primo lotto da quattro unità da 320 megawatt in stato di Washington e un’opzione di espansione fino a 960 megawatt. Il piano complessivo punta a portare online oltre 5 gigawatt di capacità da SMR entro il 2039. Google ha scelto di scommettere sui piccoli reattori modulari fin dall’inizio: a ottobre 2024 ha siglato il primo accordo corporate per una flotta di SMR con Kairos Power, 500 megawatt con il primo reattore atteso per il 2030. A maggio 2025 ha poi impegnato capitale in fase iniziale su tre siti con Elementl Power, per una capacità totale di 1,8 gigawatt.

La logica che guida queste scelte è diretta. I data center funzionano continuamente, sette giorni su sette, e richiedono potenza costante. Il nucleare eroga energia con fattori di carico superiori al 90%, senza intermittenza. Un singolo data center iperscalare dedicato all’AI può richiedere tra 300 e 500 megawatt, una quantità comparabile al consumo di una città di medie dimensioni. Le rinnovabili, senza accumulo su larga scala, non riescono a garantire quella continuità. Secondo le proiezioni, la domanda elettrica globale dei data center crescerà da 460 terawattora nel 2024 a 1.300 terawattora nel 2035. I contratti di lungo periodo a prezzo fisso, combinati con la vita operativa degli impianti nucleari, offrono anche una stabilità economica che il mercato spot dell’elettricità non può garantire.

Il quadro che emerge è quello di un settore privato che sta di fatto finanziando una nuova fase dell’industria nucleare americana. I contratti dei big tech stanno diventando lo strumento principale per sbloccare il finanziamento dei reattori di prima realizzazione, un collo di bottiglia storico per il nucleare. Con 13 accordi già firmati e quasi 10 gigawatt impegnati, la traiettoria è definita: i prossimi anni vedranno i campioni dell’AI trasformarsi anche in grandi operatori energetici, con il nucleare come cardine della loro infrastruttura di potenza.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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