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Bologna, cinque nuovi supercomputer PNRR: l’Italia ha la sua infrastruttura HPC-Quantum

Al Tecnopolo di Bologna sono stati inaugurati il 11 giugno cinque nuovi sistemi PNRR — LISA, MARCO POLO, GAIA, NOX e SOL — che completano l’infrastruttura nazionale del Centro ICSC integrando HPC, cloud e calcolo quantistico. L’investimento complessivo sfiora gli 86 milioni di euro, di cui 49 finanziati dal PNRR.

Bologna, cinque nuovi supercomputer PNRR: l’Italia ha la sua infrastruttura HPC-Quantum

Cinque macchine, 86 milioni di euro di investimento complessivo, un’infrastruttura nazionale che per la prima volta integra calcolo ad alte prestazioni, cloud e quantum computing in un unico ecosistema permanente. L’11 giugno 2026 al Tecnopolo DAMA di Bologna sono stati inaugurati i sistemi LISA, MARCO POLO, GAIA, NOX e SOL, gli ultimi asset del Centro Nazionale ICSC — Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing — finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR.

Ognuno dei cinque sistemi copre un segmento preciso dell’infrastruttura. LISA è il nuovo modulo per l’intelligenza artificiale sviluppato come upgrade del supercomputer Leonardo: realizzato dall’azienda Bull e cofinanziato dalla Joint Undertaking EuroHPC, è il primo sistema per applicazioni AI installato in Europa nell’ambito del programma EuroHPC. Con LISA, Leonardo mantiene la sua posizione al decimo posto nella classifica TOP500 dei supercomputer mondiali e amplia le proprie capacità verso i Large Language Model e l’AI multimodale. L’investimento specifico per LISA è di circa 28,2 milioni di euro. MARCO POLO è un sistema HPC di classe Tier-1 con una potenza di picco di 17 Pflop/s, costruito da Ricca IT e E4 Computer Engineering, destinato principalmente a supportare l’Agenzia ItaliaMeteo, l’INAF con il progetto SKA e diverse università italiane. GAIA introduce invece la dimensione del cloud HPC su scala nazionale: 500 server, oltre 130.000 core CPU e 256 GPU di nuova generazione, ospitato al DAMA e pensato per gestire grandi volumi di dati sensibili e workflow complessi. Completa l’ecosistema il datalake GARDA da 50 petabyte, integrato con GAIA e accessibile direttamente da Leonardo e LISA.

Sul fronte quantistico, NOX e SOL rappresentano due strade tecnologiche distinte. NOX, sviluppato da IQM e finanziato interamente dal MUR attraverso ICSC, è un computer quantistico a tecnologia superconduttiva progettato per lavorare in sinergia con i sistemi HPC esistenti. SOL, basato su atomi neutri e sviluppato da Pasqal nell’ambito del programma EuroHPC, è cofinanziato con circa 13 milioni di euro e opera in stretta integrazione con Leonardo per applicazioni di ottimizzazione, simulazione dei materiali e machine learning. I sistemi LISA e SOL entrano a far parte delle risorse federate promosse da EuroHPC per la sovranità europea nel supercalcolo e nel quantum computing.

Il contesto in cui si inserisce questa inaugurazione è quello del bilancio quadriennale di ICSC, nato nel 2022 con un finanziamento di quasi 320 milioni di euro come uno dei cinque Centri Nazionali previsti dal PNRR, proposto dall’INFN e costruito attorno a 51 membri fondatori tra enti pubblici, università e industria privata. La quota PNRR sui nuovi sistemi ammonta a 49 milioni dei 86 milioni complessivi di spesa. Antonio Zoccoli, Presidente di ICSC e dell’INFN, ha definito l’operazione come il completamento della “prima piattaforma integrata permanente che unisce HPC, Cloud e calcolo quantistico” in Italia, capace di rafforzare la sovranità digitale del Paese. Francesco Ubertini, Vicepresidente ICSC e Presidente CINECA, ha sottolineato che l’ecosistema centrato su Leonardo è ora progettato per sostenere carichi di lavoro che spaziano dall’HPC tradizionale alle applicazioni quantistiche emergenti.

Il Tecnopolo di Bologna non si ferma qui. Nei prossimi anni arriveranno ENEA, la Fondazione Chips-IT, la divisione supercalcolo di CINECA, l’Università dell’ONU e grandi aziende come Nvidia, STMicroelectronics e Cisco. Sullo sfondo c’è il progetto IT4LIA, l’AI factory da 430 milioni di euro con una deadline alla prima metà del 2027, che porterà capacità computazionali quaranta volte superiori a quelle attuali di Leonardo. Bologna si candida a diventare il polo europeo di riferimento per il calcolo avanzato, in un momento in cui la sovranità digitale è diventata una priorità geopolitica oltre che scientifica.

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