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Carbonium Core sbarca in Borsa: fusione da 120 milioni per la grafite nucleare USA

Carbonium Core si fonde con TOMI Environmental Solutions (Nasdaq: TOMZ) in un’operazione interamente in azioni da 120 milioni di dollari, puntando a costruire una filiera americana di grafite nucleare indipendente dai fornitori esteri. La chiusura del deal è attesa nel terzo trimestre del 2026.

Carbonium Core sbarca in Borsa: fusione da 120 milioni per la grafite nucleare USA

Carbonium Core arriva sui mercati pubblici attraverso una fusione con TOMI Environmental Solutions (Nasdaq: TOMZ), società quotata specializzata in decontaminazione e disinfezione. L’operazione, interamente in azioni, valorizza Carbonium Core 120 milioni di dollari e punta a creare il primo pure-play americano quotato sulla produzione di materiali critici per il nucleare avanzato.

L’accordo definitivo è stato annunciato il 29 giugno 2026. Thunder Rock Capital, banca d’investimento con sede a Tampa, ha assistito Carbonium Core come advisor esclusivo per tutta la strutturazione dell’operazione. I termini prevedono che gli azionisti di Carbonium ricevano azioni ordinarie TOMI fino al 19,99% del capitale esistente, più una serie di azioni privilegiate convertibili in ordinarie dopo l’approvazione assembleare. A conversione completata, gli ex soci di Carbonium deterranno circa il 90% della società combinata. La chiusura è attesa nel terzo trimestre del 2026, subordinata al completamento di un finanziamento minimo di 10 milioni di dollari e all’approvazione della domanda di quotazione al Nasdaq.

Carbonium Core produce grafite e terre rare per reattori nucleari avanzati, difesa e infrastrutture critiche. La strategia è verticalmente integrata: dalla selezione delle materie prime alla purificazione, grafitizzazione, sagomatura e consegna del materiale finito. Il vantaggio competitivo centrale è una tecnologia proprietaria di purificazione sviluppata in collaborazione con l’Oak Ridge National Laboratory, che permette di ottenere grafite di grado nucleare da feedstock domestici, mantenendo l’intera catena di produzione sotto controllo americano. Oggi questo segmento è dominato da produttori esteri, in particolare cinesi. Le regole FEOC — Foreign Entity of Concern — adottate dal governo statunitense stanno già spingendo utility e costruttori di reattori a cercare alternative nazionali per i materiali strategici.

Il mercato globale della grafite è stimato tra 13 e 15 miliardi di dollari nel 2026, con la grafite sintetica — la categoria più rilevante per le applicazioni nucleari — che vale circa 8-9 miliardi. La domanda di materiali non cinesi sta crescendo in modo diretto, trainata dall’espansione dei programmi di reattori avanzati sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. La società combinata punta a conquistare una posizione di rilievo nella produzione domestica di grafite nucleare e di altri materiali critici necessari per molti dei design di reattori avanzati attualmente in sviluppo.

Per TOMI, la fusione rappresenta un ingresso netto nel settore dell’energia nucleare, supportato dal governo americano, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di raccolta di capitali e migliorare la conformità ai requisiti di quotazione Nasdaq. La società combinata prevede di portare avanti la commercializzazione dei materiali, sviluppare accordi strategici con i costruttori di reattori e ampliare il portafoglio di proprietà intellettuale. Sono già allo studio opportunità per supportare i programmi di reattori avanzati emergenti in Nord America e sui mercati internazionali.

Se il deal chiude nei tempi previsti, Carbonium Core diventerà uno dei pochissimi veicoli pubblici quotati interamente dedicati alla filiera dei materiali nucleari negli Stati Uniti. Con la domanda di energia dei data center alimentati dall’intelligenza artificiale che spinge i governi a rilanciare il nucleare come fonte dispatchable, avere una catena di approvvigionamento domestica per la grafite di grado nucleare smette di essere un dettaglio tecnico e diventa una priorità industriale e geopolitica.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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