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Centrali nucleari galleggianti: mercato a 1 miliardo entro il 2034

Il mercato globale delle centrali nucleari galleggianti (FNPP) cresce a un tasso del 9,3% annuo e raggiungerà 1 miliardo di dollari entro il 2034. Rosatom, Seaborg Technologies e Mitsubishi Heavy Industries guidano la corsa a questa tecnologia marina per l’energia pulita.

Centrali nucleari galleggianti: mercato a 1 miliardo entro il 2034

Il mercato globale delle centrali nucleari galleggianti (Floating Nuclear Power Plant, FNPP) vale oggi 327 milioni di dollari e crescerà fino a 1 miliardo entro il 2034, con un tasso annuo composto del 9,3%. I numeri vengono da un’analisi di Transparency Market Research e confermano che questa tecnologia marina non è più una curiosità di nicchia: è un segmento in piena espansione, con contratti firmati, accordi internazionali e capitali privati già mobilitati.

Una centrale nucleare galleggiante è, nella sostanza, un reattore nucleare montato su una piattaforma marittima. Può essere ormeggiata al largo di coste remote, isole, zone artiche o aree industriali offshore dove portare linee elettriche tradizionali sarebbe costoso o impossibile. Il modello EPC — Engineering, Procurement and Construction — copre l’intera catena, dalla progettazione all’ingegneria di sicurezza fino alla messa in esercizio. È un approccio complesso, che richiede competenze sia nel nucleare che nella cantieristica navale, e proprio questa combinazione spiega perché i player dominanti siano aziende con forti radici in entrambi i settori.

Rosatom è il nome più presente. La società russa ha già commissionato a Wison Offshore & Marine la costruzione di due FNPP per circa 226 milioni di dollari, destinati a installazioni offshore in Russia. Un contratto concreto, non una sperimentazione. Sul fronte coreano, KEPCO Engineering & Construction e Korea Hydro and Nuclear Power puntano a espandere le capacità nucleari nazionali, mentre a gennaio 2024 KEPCO ha ceduto una quota del 14,7% di una sua controllata a Mirae Asset Securities, raccogliendo oltre 268 milioni di dollari per finanziare lo sviluppo tecnologico. La danese Seaborg Technologies, specializzata in reattori compatti a sali fusi, ha siglato un accordo con il Korea Atomic Energy Research Institute per sviluppare congiuntamente tecnologie di reattore a sale fuso orientate alla neutralità carbonica.

Il motore della crescita è doppio. Da un lato, la domanda di energia pulita e affidabile in aree remote o insulari dove le rinnovabili intermittenti non bastano. Dall’altro, la spinta globale alla decarbonizzazione che rende il nucleare marino un’opzione concreta per paesi privi di siti terrestri adatti. L’Asia-Pacifico è la regione con la crescita più rapida, trainata da Corea del Sud, Giappone e dalle economie emergenti dell’area che cercano soluzioni energetiche stabili. Il Nord America resta il mercato più grande in termini assoluti, grazie a un quadro regolatorio strutturato e a una base industriale profonda. Tra i reattori, il Pressurized Water Reactor domina la quota di mercato, mentre i Boiling Water Reactor guadagnano terreno per la relativa rapidità di installazione.

Mitsubishi Heavy Industries, Samsung Heavy Industries e il Wison Group completano il quadro dei principali operatori, portando competenze consolidate nell’ingegneria offshore. Il segmento delle navi di supporto è quello atteso in crescita più veloce nei prossimi anni, a conferma che l’infrastruttura marina attorno ai reattori è diventata essa stessa un mercato separato e rilevante. Parallelamente, ricerca e sviluppo restano una voce di spesa significativa: le applicazioni non si limitano alla generazione elettrica, ma includono anche la produzione di idrogeno e la desalinizzazione dell’acqua marina.

Con un miliardo di dollari atteso entro il 2034 e pipeline di progetto già attivi in Russia, Corea e Nord America, le centrali nucleari galleggianti smettono di essere un’opzione futura. Diventano parte dell’architettura energetica del prossimo decennio. Se i tempi di approvazione regolatori si accorceranno — e le pressioni politiche per la sicurezza energetica spingono in quella direzione — la traiettoria di crescita potrebbe risultare persino conservativa.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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