La UK Atomic Energy Authority (UKAEA) figura nella nuova edizione di COMSOL News 2026 con un caso studio dedicato alla previsione delle perdite in corrente alternata nei magneti superconduttori di un tokamak. La notizia è semplice nei termini, ma pesa molto: uno dei principali enti di ricerca sulla fusione al mondo usa oggi la simulazione computazionale come strumento ordinario di progettazione, non come esercizio accademico.
Le perdite AC — fenomeno che si manifesta nei superconduttori durante il funzionamento in regime variabile — sono uno dei nodi tecnici più delicati nei reattori a fusione. Durante le fasi transitorie, i magneti superconduttori subiscono variazioni di corrente e campo magnetico che generano calore per effetto isteresi e per accoppiamento elettromagnetico. Come spiega la letteratura tecnica, questo calore può essere rilevante e la sua modellizzazione non è semplice. Quantificarlo in anticipo, prima di costruire fisicamente i componenti, riduce i rischi di progetto e abbassa i costi di raffreddamento criogenico.
L’UKAEA opera nel contesto del programma STEP (Spherical Tokamak for Energy Production), che punta a un impianto dimostrativo capace di immettere elettricità in rete entro gli anni Trenta. I magneti di confinamento del plasma previsti per STEP useranno tecnologia HTS (High-Temperature Superconductor), con vantaggi rispetto ai superconduttori a bassa temperatura: campi magnetici più intensi e temperature operative più alte. Ma proprio l’HTS richiede un’analisi accurata delle perdite AC, che incidono sul bilancio termico del sistema criogenico e, in ultima analisi, sull’efficienza netta dell’impianto. Il governo britannico ha già impegnato 2,5 miliardi di sterline sulla fusione, segno che il percorso ha sostenuto istituzionale.
COMSOL Multiphysics è una piattaforma di simulazione che permette di accoppiare diversi fenomeni fisici — elettromagnetismo, termica, meccanica strutturale — in un unico ambiente di calcolo. La sua capacità di trattare problemi multifisici accoppiati la rende adatta a situazioni come quella dei magneti tokamak, dove campo magnetico, temperatura e proprietà dei materiali si influenzano a vicenda in modo non lineare. Geometria, mesh, fisica e risolutori sono integrati nel medesimo ambiente, il che riduce il rischio di errori di interfaccia tra strumenti diversi. Fondata nel 1986, COMSOL conta oggi 16 sedi nel mondo.
Il caso UKAEA non è isolato nell’edizione 2026 della rivista. Lo stesso numero riporta applicazioni in settori molto diversi — batterie per camion elettrici, tecnologia MRI, interruttori ad alta tensione — a conferma che la simulazione multifisica è diventata un metodo trasversale di sviluppo. Per la fusione, però, il valore è specifico: ogni ciclo di progettazione che si può chiudere in digitale prima del prototipo fisico accorcia la strada verso reattori commerciali. Se l’UKAEA riesce a validare i modelli di perdita AC su configurazioni realistiche del suo tokamak, la fase costruttiva di STEP parte con basi più solide. La simulazione non sostituisce l’esperimento, ma gli spiana il terreno.


