Deep Fission ha fatto il suo ingresso al Nasdaq Global Market con il ticker FISN, raccogliendo 40 milioni di dollari lordi attraverso la vendita di 2,5 milioni di azioni a 16 dollari ciascuna. Il primo giorno di contrattazioni si è chiuso con un rialzo del 15%, segnale che il mercato guarda con interesse a un approccio al nucleare civile che non assomiglia a niente di ciò che esiste oggi.
La società, con sede a Berkeley in California, sta sviluppando il Gravity Reactor, un reattore modulare a water pressurizzata (PWR) concepito per essere calato in un foro verticale a circa 1,6 chilometri di profondità. Le dimensioni sono compatte: 9 metri di altezza, meno di un metro di diametro, abbastanza snello da scendere in un borehole da 30 pollici. La pressione operativa non è generata da pompe e sistemi meccanici in superficie, ma dalla colonna d’acqua che sovrasta il reattore stesso. La formazione geologica circostante funge da contenimento passivo e da schermatura per le radiazioni. Il calore prodotto dalla fissione viene trasferito a un generatore di vapore in profondità; il vapore non radioattivo sale in superficie e aziona una turbina convenzionale. È tecnologia PWR consolidata, calata letteralmente sottoterra.
Il progetto pilota è già in corso a Parsons, in Kansas, dove Deep Fission ha avviato le perforazioni il 10 marzo 2026 nel sito del Great Plains Industrial Park, selezionato nell’ambito del programma DOE Reactor Pilot Program. Il Dipartimento dell’Energia americano ha incluso l’azienda tra le undici startup nucleari selezionate per raggiungere la criticità entro agosto 2026. I proventi dell’IPO serviranno a finanziare ingegneria, ricerca e sviluppo, iter autorizzativi e la costruzione del primo reattore pilota. L’azienda ha già firmato accordi con Day & Zimmermann per la pianificazione pre-costruzione e i lavori in superficie, e conta tra i suoi partner strategici Halliburton, Blue Owl e Goldman Sachs. Urenco fornirà il combustibile. La pipeline commerciale dichiarata supera i 15 gigawatt.



