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Deep Fission sbarca al Nasdaq con 40 milioni e 18,5 GW di pipeline

Deep Fission ha chiuso la sua IPO al Nasdaq raccogliendo 40 milioni di dollari con 2,5 milioni di azioni a 16 dollari ciascuna. La startup californiana, che installa reattori modulari a un miglio di profondità nel sottosuolo, annuncia ora una pipeline di clienti che supera i 18,5 gigawatt.

Deep Fission sbarca al Nasdaq con 40 milioni e 18,5 GW di pipeline

Deep Fission ha completato la sua offerta pubblica iniziale sul Nasdaq il 22 giugno 2026, raccogliendo 40 milioni di dollari lordi attraverso la vendita di 2,5 milioni di azioni a 16 dollari ciascuna. La quotazione avviene sotto il ticker FISN e segna il debutto in borsa di una delle startup nucleari più attese degli ultimi anni, quella che vuole portare i reattori modulari a pressione a un miglio di profondità sotto terra.

Il capitale raccolto servirà a finanziare ingegneria, ricerca e sviluppo, iter di licenza e costruzione del primo reattore pilota. Gli underwriter hanno inoltre ottenuto un’opzione di 30 giorni per acquistare fino a 375.000 azioni aggiuntive allo stesso prezzo di offerta. Nel frattempo l’azienda ha comunicato che la sua pipeline di clienti è cresciuta oltre i 18,5 gigawatt di capacità generativa — un salto rispetto ai 15 GW confermati sul proprio sito istituzionale e ai 12,5 GW annunciati nell’ottobre 2025, quando aveva firmato lettere d’intento con data center, parchi industriali e partner strategici. La traiettoria è chiara: ogni trimestre la domanda aumenta.

Il cuore tecnologico di Deep Fission è il Gravity Nuclear Reactor, un reattore ad acqua in pressione da 15 megawatt elettrici progettato per essere calato in un pozzo verticale del diametro di circa 75 centimetri, a circa 1,6 chilometri di profondità. La pressione idrostatica della colonna d’acqua sovrastante — circa 160 atmosfere — sostituisce gran parte dell’infrastruttura di contenimento che in superficie richiederebbe cupole di cemento e torri di raffreddamento. Il calore generato dalla fissione viene trasferito a un generatore di vapore in profondità; il vapore non radioattivo risale in superficie e aziona una turbina convenzionale, con componenti mutuati dall’industria geotermica. L’azienda usa uranio debolmente arricchito, lo stesso impiegato nelle centrali commerciali esistenti, il che elimina la dipendenza da filiere di combustibile avanzato ancora non mature.

L’approccio modulare permette di raggruppare più unità da 15 MW sullo stesso sito: un cluster di dieci reattori produce 150 MW, e configurazioni più ampie possono arrivare a 1,5 GW. Il costo di costruzione stimato è tra 2,5 e 3 miliardi di dollari per gigawatt, con un costo livellato dell’elettricità compreso tra 50 e 70 dollari per megawattora — inferiore alla media degli altri SMR attualmente in sviluppo. Il cantiere, una volta avviato, richiede circa sei mesi dalla trivellazione all’operatività. Deep Fission stima una riduzione dei costi di progetto fino all’80% rispetto alle centrali nucleari tradizionali. I siti iniziali individuati sono in Texas, Utah e Kansas.

Il percorso verso la quotazione è stato rapido. Deep Fission è stata fondata nel 2023 da Elizabeth e Richard Muller, padre e figlia. Nel 2024 è uscita dalla fase stealth con un round da 4 milioni di dollari. Nel 2025 ha completato una reverse merger e raccolto 30 milioni attraverso un collocamento privato. Poi l’accelerazione: nuovi ordini esecutivi federali hanno anticipato le scadenze del Dipartimento dell’Energia per i reattori avanzati, spingendo il target di prima criticità dal 2029 al luglio 2026. L’azienda è stata selezionata per il programma pilota del DOE, che prevede un iter di autorizzazione accelerato. Partner come Halliburton, Blue Owl e Goldman Sachs figurano nell’ecosistema di riferimento dell’azienda.

Con una pipeline che supera i 18,5 GW e un reattore pilota che punta alla criticità entro la fine dell’estate, Deep Fission affronta ora la fase più delicata: dimostrare sul campo che la geologia può davvero fare il lavoro delle grandi strutture di superficie. Se il pilota funziona, il modello di business — flessibile tra ownership diretta, licensing e vendita dei reattori — è già pronto a ricevere la domanda che il mercato ha già messo in fila.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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