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Deep Yellow acquisisce Cooper Creek e punta a 10 milioni di libbre di uranio

Deep Yellow ha siglato un accordo vincolante per rilevare il 50% della joint venture Cooper Creek nel Territorio del Nord australiano, espandendo la sua presenza nella provincia uraniera di Alligator Rivers a 4.820 chilometri quadrati. La mossa consolida la strategia di diversificazione geografica dell’azienda, che mantiene il progetto Tumas in Namibia come asse principale della produzione futura.

Deep Yellow acquisisce Cooper Creek e punta a 10 milioni di libbre di uranio

Deep Yellow ha firmato un accordo vincolante con Energy Resources of Australia per acquisire il 50% della joint venture Cooper Creek nel Territorio del Nord, pagando 648.000 dollari australiani. L’operazione porta l’esposizione complessiva dell’azienda nell’Alligator Rivers Uranium Province a 4.820 chilometri quadrati, affiancandosi ai tenimenti già detenuti, tra cui il deposito Angularli con una risorsa inferita di 32,9 milioni di libbre di U₃O₈ al grado di 1,09%.

La Cooper Creek JV copre due domande di licenza esplorative per circa 810 chilometri quadrati nella parte settentrionale della provincia. Dopo il perfezionamento dell’accordo, la partecipazione sarà distribuita tra Deep Yellow al 50%, Cameco Australia al 40% — che mantiene la guida operativa della JV — e Sutton Motors con il restante 10%. Essere in società con Cameco, uno dei maggiori produttori mondiali di uranio, non è un dettaglio marginale: significa accesso a decenni di esperienza esplorativa in una delle regioni più promettenti del pianeta. La provincia ospita giacimenti ad alto grado come Ranger, Jabiluka e Nabarlek, con un’eredità mineraria che supera i 750 milioni di libbre di U₃O₈ tra risorse e produzione storica.

L’operazione è modesta sul piano finanziario — meno dello 0,4% delle disponibilità liquide di circa 187 milioni di dollari australiani registrate a fine 2025 — ma chiarisce la direzione strategica dell’azienda. L’obiettivo dichiarato è diventare un produttore diversificato capace di superare le 10 milioni di libbre annue di uranio. Il portafoglio attuale conta due progetti avanzati in giurisdizioni di primo livello: Tumas in Namibia, con una capacità produttiva prevista di 3,6 milioni di libbre l’anno e una vita mineraria oltre i 30 anni, e Mulga Rock in Australia Occidentale, con 3,5 milioni di libbre annue. L’esplorazione nell’Alligator Rivers aggiunge un terzo vettore di crescita con potenziale per scoperte di grande scala.

Il CEO Greg Field ha definito l’acquisizione “un’aggiunta strategicamente significativa” alla posizione nel Territorio del Nord, sottolineando che allinea la Cooper Creek JV con la strategia complessiva del gruppo, che va dal progetto Tumas — tecnicamente pronto e in possesso di licenza mineraria dal 2023 — alle opportunità greenfield in Australia. Le perforazioni recenti nella zona di Alligator River hanno già restituito sistemi di alterazione idrotermale con gradi paragonabili ai depositi di alto valore della provincia, con alcune intersezioni nell’anomalia Q14 fino a 573 parti per milione di ossido di uranio equivalente. Il terreno ha ancora molto da dire.

La decisione finale di investimento per Tumas resta agganciata all’evoluzione del mercato contrattuale a lungo termine: Deep Yellow ha fissato una soglia di redditività a 82,50 dollari per libbra di U₃O₈, livello al quale il progetto genera un valore attuale netto post-tasse di circa 577 milioni di dollari e un tasso interno di rendimento del 19%. L’ingresso nella Cooper Creek JV, a costo quasi irrisorio rispetto alla capitalizzazione dell’azienda, permette di tenere aperte più porte contemporaneamente. Se il prezzo dell’uranio si muoverà nella direzione attesa dai fondamentali di mercato — deficit di offerta strutturale, crescita della domanda nucleare per la decarbonizzazione — Deep Yellow avrà costruito nel frattempo una piattaforma produttiva ed esplorativa difficile da replicare.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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