Denison Mines ha avanzato in modo deciso nella costruzione della miniera di uranio Phoenix ISR in Canada, come emerge dai risultati finanziari e operativi del secondo trimestre 2026. Dal marzo scorso, quando sono partiti i lavori di preparazione del sito nel bacino dell’Athabasca, in Saskatchewan, la società ha già completato oltre il 20% dei lavori civili complessivi e quasi il 100% dei lavori di sottosuolo necessari per l’impianto di processo e le aree del campo di pozzi.
Il CEO David Cates ha confermato che le attività sul sito procedono secondo i piani. Le fondamenta in calcestruzzo per l’impianto di processo e il trasformatore principale di potenza sono in fase di getto, l’installazione del muro congelante è partita e la pista di atterraggio è stata allestita. Traguardi concreti, non dichiarazioni di intenti. La costruzione su scala piena era già stata annunciata ufficialmente a luglio 2026, dopo che le attività preparatorie avevano raggiunto il completamento. La prima produzione resta fissata per metà 2028, con un cantiere che dovrebbe durare circa due anni in totale.
Sul fronte finanziario, il secondo trimestre ha prodotto un risultato di rilievo. Denison ha venduto 750.000 libbre di U₃O₈ a un prezzo medio realizzato di 122,16 dollari canadesi per libbra, incassando 91,6 milioni di dollari in proventi lordi. Questa operazione ha cristallizzato un guadagno di circa 64,1 milioni di dollari rispetto al costo di acquisizione del 2021, un rendimento del 233%. La strategia era stata pianificata anni fa: acquistare uranio fisico quando i prezzi erano bassi, monetizzarlo per finanziare la costruzione. È esattamente quello che sta accadendo. Alle riserve fisiche cedute si aggiungono ancora 145.926 libbre di concentrato di uranio dalla quota di produzione di McClean Lake, per scorte totali di circa 1,1 milioni di libbre.
Il progetto Wheeler River, di cui Phoenix fa parte, è il più grande giacimento di uranio non ancora in produzione nella ricca regione infrastrutturale orientale del bacino dell’Athabasca. Denison detiene il 66,9% dell’asset. Il capitale iniziale totale per Phoenix è stimato a circa 600 milioni di dollari, già coperto in larga parte grazie a 345 milioni di dollari in obbligazioni convertibili raccolti nell’agosto 2025 a un tasso del 4,25%, con scadenza settembre 2031. Ulteriori 600.000 libbre di uranio sono già impegnate per il finanziamento della costruzione fino al secondo trimestre 2027, con proventi attesi di circa 33,3 milioni di dollari americani.
L’attività esplorativa non si è fermata. Nel corso del primo semestre 2026, Denison ha gestito campagne su un portafoglio che supera i 450.000 ettari nel bacino dell’Athabasca, con circa 10 milioni di dollari spesi in esplorazione. Risultati positivi sono stati segnalati su più proprietà. La società resta uno degli esploratori più attivi della regione, bilanciando l’investimento in cantiere con la ricerca di nuovi giacimenti.
Se i tempi di costruzione saranno rispettati, Phoenix diventerà la prima grande miniera di uranio nuova aperta in Canada da quando è entrata in produzione Cigar Lake. La domanda globale di uranio è in crescita, spinta dall’espansione del parco nucleare mondiale. Una miniera come Phoenix, capace di aggiungere una fonte significativa di produzione entro la fine del decennio, arriva in un momento in cui i produttori che riescono a rispettare i propri calendari diventano riferimenti per l’intero mercato.



