EnCore Energy ha ottenuto l’ultimo permesso federale necessario per il progetto Dewey-Burdock e si prepara ora ad affrontare l’iter autorizzativo statale nel South Dakota, rimasto congelato dal 2013. Tredici anni di pausa, superati grazie al programma federale FAST-41 e a una licenza ventennale rinnovata dalla Nuclear Regulatory Commission.
Il progetto si estende su quasi cinquanta chilometri quadrati tra le contee di Custer e Fall River, nella parte sudoccidentale del South Dakota. EnCore, quotata al NASDAQ e al TSX Venture Exchange, possiede il 100% dell’asset attraverso la sua controllata Powertech USA. La tecnica estrattiva scelta è quella ISR (In-Situ Recovery): si iniettano nel sottosuolo soluzioni a base di acqua e ossigeno che sciolgono l’uranio presente nei depositi di arenaria, dopodiché il fluido arricchito viene pompato in superficie e inviato a un impianto centrale di lavorazione. Rispetto alle miniere a cielo aperto o sotterranee, l’ISR riduce sensibilmente l’impatto sulla superficie.
Sul versante federale, il percorso è stato lungo quanto articolato. Il Permitting Council ha incluso Dewey-Burdock nel programma FAST-41 nell’agosto 2025, nell’ambito del decreto esecutivo di Trump sulla produzione di minerali critici. A giugno 2026 la NRC ha emesso il rinnovo ventennale della licenza per i materiali sorgente, completando così l’intero iter federale. Il piano economico preliminare (PEA) del gennaio 2025, elaborato da SOLA Project Services, stima costi totali di capitale pari a 264,2 milioni di dollari sull’intera vita del progetto, con un costo operativo di 23,81 dollari per libbra di U₃O₈. La capacità prevista dell’impianto di lavorazione centrale arriva a un milione di libbre di uranio all’anno, con un recupero complessivo atteso superiore a 14 milioni di libbre.
Il passaggio all’iter statale non è automatico. Le domande per i permessi minerari e per lo scarico delle acque sotterranee non sono ancora state presentate al South Dakota Department of Agriculture and Natural Resources. L’azienda ha però già depositato nuove richieste per i diritti sull’acqua. Il portavoce del dipartimento, Brian Walsh, ha chiarito che i tempi di elaborazione sono difficili da prevedere e dipendono dal livello di partecipazione pubblica. Il South Dakota Water Management Board aveva respinto una richiesta analoga nel 2021, citando i permessi federali ancora pendenti. Ora quell’ostacolo non esiste più.
Il contesto più ampio segnala un interesse crescente per l’uranio domestico in tutto il West americano. Sempre nelle Black Hills, la società canadese Nexus Uranium ha presentato una domanda per attività di esplorazione vicino a Craven Canyon, nelle vicinanze di Dewey-Burdock. Se Dewey-Burdock dovesse avanzare secondo le tempistiche indicate nella PEA — costruzione dell’impianto a partire dal 2027 — potrebbe diventare la prima miniera ISR operativa del South Dakota, rafforzando una filiera dell’uranio statunitense che Washington considera strategica per la sicurezza energetica e la moltiplicazione della capacità nucleare civile.



