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DISA Uranium: nasce la nuova piattaforma americana per l’uranio

DISA Technologies e IsoEnergy hanno annunciato la nascita di DISA Uranium Corporation, una nuova società americana per la produzione, il recupero e la bonifica di uranio, con 105 milioni di dollari già garantiti dagli investitori. Il progetto punta a costruire il primo nuovo impianto di lavorazione dell’uranio negli Stati Uniti da oltre quarant’anni.

DISA Uranium: nasce la nuova piattaforma americana per l’uranio

DISA Technologies e IsoEnergy hanno siglato un accordo definitivo per dar vita a DISA Uranium Corporation, una nuova società americana dedicata al recupero, alla produzione e alla bonifica dell’uranio sul suolo degli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato il 4 agosto 2026 da Casper, Wyoming. Il primo passo è già segnato: 105 milioni di dollari di impegni di finanziamento garantiti da un consorzio di investitori strategici.

Il capitale arriva da nomi di peso: BHP Ventures, Tembo Capital, Galvanize Climate Solutions, Valor Equity Partners, Evok Innovations, Halliburton Labs e Veriten. Una platea che copre minerario, energia e tecnologia insieme. I fondi serviranno a finanziare i programmi di recupero e bonifica, sviluppare le miniere convenzionali, costruire infrastrutture di lavorazione e sostenere la crescita di lungo periodo. Al closing, atteso ad agosto 2026, la società dovrebbe raggiungere un valore implicito pro forma di circa 505 milioni di dollari.

L’operazione si regge su due pilastri distinti. Da un lato, DISA Uranium detiene l’unica licenza della Nuclear Regulatory Commission statunitense che autorizza la bonifica e il recupero di rifiuti di miniere di uranio abbandonate su più siti contemporaneamente. Dall’altro, acquisisce da IsoEnergy un portafoglio di miniere convenzionali già autorizzate e con precedente produzione nello Utah: la Tony M Mine, la Daneros Mine, la Rim Mine, il Sage Plain Project e il Flatiron Project. IsoEnergy trasferirà queste risorse in cambio di 1.677.350 azioni ordinarie della nuova società.

Questi due asset combinati puntano a un obiettivo preciso: costruire il primo nuovo impianto americano di recupero e lavorazione dell’uranio da oltre quarant’anni. L’ultimo ciclo di espansione dell’industria uraniera americana risale agli anni Settanta e Ottanta. Da allora, gli Stati Uniti hanno progressivamente ridotto la capacità produttiva interna, aumentando la dipendenza da forniture straniere. La domanda di combustibile nucleare di origine americana è tornata a crescere con la spinta verso l’energia a basse emissioni di carbonio, e la pressione geopolitica ha reso ancora più urgente ricostruire una filiera domestica.

In parallelo alla nascita di DISA Uranium, DISA Technologies ha separato la propria attività di lavorazione dei minerali in una società indipendente, DISA Tech, dedicata alla commercializzazione della tecnologia proprietaria di processo HPSA su scala più ampia, in diversi settori minerari. La divisione consente a ciascuna delle due entità di operare con struttura di capitale, leadership e focus propri, senza disperdere competenze. Philip Williams, CEO di IsoEnergy, ha definito la nascita di DISA Uranium “un passo importante” nella costruzione di una piattaforma uraniera diversificata a livello globale.

Se il closing di agosto andrà come previsto, DISA Uranium si troverà a operare con un bilancio solido, una base di risorse convenzionali pronta al riavvio e una pipeline di siti di bonifica che nessun altro operatore americano possiede in forma analoga. Il prossimo banco di prova sarà la velocità di esecuzione: trasformare licenze, accordi e capitale in produzione reale richiederà anni, ma il punto di partenza è il più forte che il settore uraniero americano abbia visto da decenni.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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