Il governo ucraino ha completato il consiglio di sorveglianza di Energoatom con due nomine di peso: Dominique Minière, franco-canadese con oltre 35 anni nel nucleare, e Matthew Murray, esperto americano di governance e anticorruzione. L’atto formale porta la data del 1° luglio 2026, con la risoluzione n. 663-r del Consiglio dei Ministri.
Minière è un nome di prima fila nel settore. Ha trascorso l’intera carriera all’interno di Électricité de France (EDF), dove dal 2002 al 2013 ha guidato la divisione operazioni nucleari — quella che sovrintende i 58 reattori francesi. Tra il 2015 e il 2019 era salito al ruolo di vicepresidente esecutivo senior per la generazione nucleare e termica del Gruppo. Successivamente si è spostato in Canada, in Ontario Power Generation, dove ha guidato sia Laurentis che Global First Power, un’impresa comune per lo sviluppo di reattori SMR da 5 MWe. È decorato con la Légion d’Honneur e siede nei consigli di Cameco, Boralex e Holtec. Un curriculum che unisce operatività di impianti, strategia industriale e tecnologie di nuova generazione.
Murray porta un profilo complementare. Con oltre 30 anni di esperienza tra agenzie governative, organizzazioni internazionali e mondo accademico — insegna a Georgetown e Columbia — ha lavorato direttamente in Ucraina tra il 2023 e il 2024, guidando la commissione di selezione per il vertice dell’Agenzia nazionale anticorruzione. Ha ricoperto ruoli al Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti come vice assistente segretario per Europa, Medio Oriente e Africa, ed è stato senior advisor di USAID. La sua presenza nel consiglio di Energoatom risponde a un’esigenza precisa: rendere l’azienda credibile agli occhi degli investitori e dei partner internazionali.
I due sostituiscono Patrick Fragman e Brice Bouillon, che in maggio 2026 avevano comunicato la rinuncia anticipata del mandato per ragioni legate ai propri impegni professionali. La selezione dei sostituti è avvenuta attraverso una procedura concorrenziale che ha prodotto una lista di 11 candidati; il Comitato di nomina ha scelto Minière e Murray nella riunione del 19 giugno 2026. Il Ministero dell’Economia, dell’Ambiente e dell’Agricoltura ha inquadrato le nomine nella politica di riforma della governance delle imprese statali del settore energetico, con l’obiettivo di allinearsi agli standard OCSE per le aziende a partecipazione pubblica.
Energoatom gestisce quattro centrali nucleari — Rivne, Sud-Ucraina, Khmelnytskyi e Zaporizhzhia, quest’ultima occupata dalla Russia — e copre oltre il 55% della produzione elettrica nazionale, quota che sale fino al 70% nei mesi invernali. Avere un consiglio di sorveglianza pienamente operativo, con profili di livello internazionale, è una condizione che conta nei tavoli dove si discute di finanziamenti, forniture di combustibile e ricostruzione delle infrastrutture energetiche. Con Minière che conosce il nucleare dall’interno degli impianti e Murray che sa come costruire sistemi di controllo credibili, il consiglio ha ora le competenze per affrontare le decisioni strategiche che attendono Energoatom nel medio termine.



