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Energy Fuels avvia l’espansione da 104 milioni al White Mesa Mill

Energy Fuels ha avviato i lavori di espansione da 104 milioni di dollari al White Mesa Mill nello Utah per produrre terre rare pesanti su scala commerciale. L’impianto, già unico centro operativo di questo tipo negli Stati Uniti, punta a mettere a disposizione delle filiere occidentali terbio, disprosio e altri ossidi entro il 2028.

Energy Fuels avvia l’espansione da 104 milioni al White Mesa Mill

Energy Fuels ha avviato la costruzione dell’espansione commerciale del suo White Mesa Mill nello Utah. L’investimento è di circa 104 milioni di dollari e punta a rendere l’impianto capace di produrre ossidi di terre rare pesanti su larga scala, con i primi circuiti attesi entro la fine del 2027.

Lo stabilimento di White Mesa è già oggi il solo impianto negli Stati Uniti dotato di licenza completa per la lavorazione convenzionale dell’uranio. Con questa espansione, la sua missione si allarga: accanto alla produzione di concentrato di uranio, il sito diventerà un centro integrato per la separazione di ossidi di terre rare pesanti, in particolare disprosio e terbio, con capacità rispettivamente di circa 120 e 20 tonnellate annue. I circuiti per samario ed europio sono invece previsti per la fine del 2028. Il percorso non è partito da zero: già ad agosto 2025 l’azienda aveva prodotto il primo chilogrammo di ossido di disprosio ad alta purezza nello stesso impianto, e a dicembre dello stesso anno quell’ossido era stato qualificato per l’uso in magneti permanenti da un ente terzo indipendente.

Il contesto geopolitico spiega in modo diretto perché questo investimento stia avanzando ora. La Cina controlla la quota dominante della filiera globale delle terre rare pesanti. Nell’aprile 2025 Pechino ha imposto restrizioni all’export su sette materiali critici, tra cui disprosio, terbio e samario. Quelle restrizioni sono ancora in vigore. Per le industrie occidentali che producono veicoli elettrici, robotica, tecnologie per la difesa e turbine eoliche, la dipendenza da questa catena di fornitura era diventata un problema concreto e urgente. La capacità di lavorazione, non la disponibilità mineraria, è il punto di strozzatura principale.

L’espansione è pensata come un tassello di una filiera integrata dalla miniera al magnete. Gli ossidi prodotti a White Mesa dovrebbero fornire circa il 70% del materiale necessario ad ASM (Australian Strategic Materials) per la sua capacità metallurgica in Corea del Sud. Quella produzione alimenterà a sua volta la fabbrica di magneti permanenti di VAC a Sumter, in South Carolina, considerata il più grande impianto del settore negli Stati Uniti. Il finanziamento dell’espansione combina supporto governativo e capitale proprio dell’azienda. La materia prima per i processi di separazione arriverà dal Donald Project in Australia e da contratti già attivi con terze parti.

Energy Fuels si trova in una posizione che poche altre aziende al di fuori della Cina possono vantare: è l’unica realtà statunitense ad aver qualificato sia le terre rare leggere sia quelle pesanti per applicazioni in magneti permanenti. Questo traguardo, raggiunto a fine 2025, ha aperto la strada all’investimento attuale. Con il completamento dell’espansione entro il 2028, White Mesa potrebbe diventare l’architrave di una filiera critica che oggi l’Occidente non possiede. Non è detto che basti, ma è un punto di partenza concreto.

Tag: Sicurezza energetica

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