La fusione nucleare sale sul palco del venture capital europeo. Il 9 e 10 settembre 2026, l’European Venture Fair (EVF) celebra il suo 25° anniversario allo Swiss Re Centre for Global Dialogue, nei pressi di Zurigo, portando insieme circa 150 investitori corporate, istituzionali e indipendenti. Tra i temi centrali dell’edizione, uno spicca per peso specifico: un panel dedicato interamente alla fusione, intitolato “Igniting Fusion Energy: Mastering Plasma, Scale, and Reality”.
L’agenda 2026 dell’EVF si concentra su alcune delle tendenze più rilevanti per il venture investing, con la fusione in primo piano accanto all’energia del futuro, all’intelligenza artificiale fisica e al ruolo della rete elettrica in un sistema sempre più dominato dalle rinnovabili. I relatori confermati includono Michael Liebreich, fondatore di BloombergNEF e oggi CEO di Liebreich Associates, che terrà il keynote sull’energia; James Lockyer del Microsoft Climate Innovation Fund; e Markus Moor, Chief Investment Officer di Emerald, fondo zurighese attivo da oltre vent’anni nel settore energia e tecnologie nucleari con oltre un miliardo di dollari in gestione. La struttura dell’evento è quella che da 25 anni distingue l’EVF: una conferenza pensata da investitori per investitori, dove le aziende presentate vengono selezionate direttamente dai partecipanti.
Il fatto che un evento di questo profilo dedichi uno dei suoi panel principali alla fusione non è casuale. I dati del settore parlano chiaro. Secondo la Fusion Industry Association, le aziende di fusione hanno raccolto complessivamente 2,64 miliardi di dollari nei dodici mesi fino a luglio 2025 — il dato più alto dal 2022 e un aumento del 178% rispetto all’anno precedente. Il totale cumulativo dei finanziamenti alle 53 aziende censite ha raggiunto 9,77 miliardi di dollari, cinque volte il valore del 2021. In Europa, il panorama degli investitori si sta strutturando: il 64% dei finanziamenti alle startup di fusione nel Vecchio Continente proviene da capitali privati. Aziende come Proxima Fusion e Marvel Fusion — quest’ultima con un round Series B da 113 milioni di euro — hanno attirato capitali da investitori di primo piano, confermando che il settore ha superato la fase puramente accademica.
La fusione richiede un tipo di investitore specifico. Il capitale paziente, disponibile ad attendere milestone tecnologiche ancora da raggiungere, è quello che oggi si muove con maggiore convinzione verso questo settore. L’EVF, con la sua composizione mista di finanziatori e operatori industriali, è esattamente il contesto in cui queste conversazioni possono avvenire con concretezza. Liebreich lo ha detto senza giri di parole: il valore della conferenza sta nell’avere “le persone giuste” che combinano la prospettiva finanziaria con quella industriale, permettendo di “sollevare preoccupazioni reali”. Per chi investe in deep tech energetico, questa combinazione non è un dettaglio.
A chiudere la prima giornata ci sarà una crociera al tramonto sul Lago di Zurigo e una cena di gala al Castello di Rapperswil — una scelta che, al di là della celebrazione, segnala la maturità di un appuntamento che ha attraversato un quarto di secolo di trasformazioni nel venture europeo. Settembre 2026 dirà se la fusione sarà ancora una promessa o se gli investitori presenti a Zurigo torneranno a casa con qualcosa di più solido in portafoglio.



