Home Economia dell'Energia Extropic e il Dipartimento del Commercio…
Economia dell'Energia

Extropic e il Dipartimento del Commercio USA: 75 milioni per il computing termodinamico

Extropic ha firmato una lettera d’intenti da 75 milioni di dollari con il Dipartimento del Commercio USA per sviluppare chip termodinamici destinati all’intelligenza artificiale. La tecnologia promette consumi energetici drasticamente inferiori rispetto alle GPU tradizionali, in piena sintonia con la rinascita nucleare americana.

Extropic e il Dipartimento del Commercio USA: 75 milioni per il computing termodinamico

Extropic ha firmato una lettera d’intenti con il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per un finanziamento fino a 75 milioni di dollari attraverso il CHIPS Research and Development Office. L’obiettivo è sviluppare e produrre sul suolo americano i propri chip termodinamici per l’intelligenza artificiale, portando dalla fase di prototipo alla scala industriale una tecnologia che usa le fluttuazioni termiche naturali dei transistor CMOS per calcolare in modo probabilistico.

Il cuore del progetto sono le Thermodynamic Sampling Unit (TSU), processori progettati per campionare direttamente distribuzioni di probabilità programmabili sfruttando il rumore termico intrinseco dei transistor standard. Questo approccio, apparentemente controintuitivo, consente di eseguire carichi di lavoro tipici dell’IA generativa, della simulazione biologica e dei mercati finanziari con un consumo energetico enormemente inferiore a quello delle GPU convenzionali. Su alcuni benchmark chiave dell’IA generativa, i guadagni di efficienza energetica raggiungono ordini di grandezza. Il piano prevede anche la produzione in serie del processore Z1, lo sviluppo di sistemi termodinamici in formato rack e la costruzione di una filiera manifatturiera americana per il futuro chip Z1.5, realizzato su nodi di processo maturi.

Il contesto è quello di una corsa all’IA che si scontra con i limiti fisici della rete elettrica. La crescita dei modelli generativi richiede potenze sempre maggiori, e la disponibilità di watt è diventata un collo di bottiglia reale per l’industria americana del calcolo. Extropic inquadra esplicitamente il proprio lavoro dentro la strategia energetica degli Stati Uniti: mentre il paese punta a garantire la disponibilità di energia attraverso la rinascita del nucleare — spinta dagli ordini esecutivi presidenziali del maggio 2025 — l’efficienza dei chip determinerà quanto valore si estrae da ogni watt prodotto. Guillaume Verdon, fondatore e CEO di Extropic, ha sintetizzato la questione dicendo che l’energia è il vero vincolo dell’era attuale dell’IA e che forzare al limite il paradigma digitale deterministico non può essere la risposta finale.

L’accordo rientra in un piano più ampio del Dipartimento del Commercio, che ha annunciato lettere d’intenti con sette aziende per un totale di 874 milioni di dollari destinati alla ricerca e sviluppo nel settore dei semiconduttori legati alla catena di approvvigionamento del calcolo avanzato. La logica è quella del partenariato pubblico-privato che ha già costruito l’industria americana dei semiconduttori: il governo come primo cliente e primo investitore, capace di colmare il divario tra prototipo funzionante e produzione su scala. Extropic si inserisce in questa tradizione con un’architettura radicalmente diversa da quella delle GPU, abbandonando la logica digitale deterministica a favore dell’elettronica stocastica.

Se i risultati delle TSU in produzione confermeranno i vantaggi già osservati nei prototipi, l’impatto si farà sentire ben oltre i data center. L’architettura probabilistica si presta a sistemi robotici, piattaforme autonome e sensori militari che devono ragionare in tempo reale sotto vincoli energetici severi. Il nucleare garantisce i watt, i chip termodinamici moltiplicano ciò che con quei watt si riesce a fare. È una catena che, almeno sulla carta, regge.

Tag: Decarbonizzazione Sicurezza energetica

Articoli simili