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GE Vernova: backlog a 176 miliardi e SMR nucleare al centro della crescita

GE Vernova chiude il secondo trimestre 2026 con ricavi a 11,1 miliardi di dollari e un portafoglio ordini record da 176 miliardi, alzando la guidance annuale. Sul fronte nucleare, la società accelera l’industrializzazione del suo reattore modulare BWRX-300.

GE Vernova: backlog a 176 miliardi e SMR nucleare al centro della crescita

GE Vernova ha pubblicato oggi i risultati del secondo trimestre 2026: ricavi a 11,1 miliardi di dollari, +22% anno su anno, e un portafoglio ordini che tocca i 176 miliardi di dollari. La società ha alzato la guidance annuale, portando le previsioni di fatturato a una forchetta tra 45,5 e 46,5 miliardi. Il free cash flow atteso per l’intero 2026 sale a una forchetta tra 11,5 e 12,5 miliardi, più che raddoppiato rispetto alle stime precedenti.

Gli ordini del trimestre hanno raggiunto 24,2 miliardi di dollari, con una crescita organica dell’88% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il segmento Power ha guidato l’espansione, con ordini saliti del 135% a 16,7 miliardi. Il backlog complessivo è cresciuto di 13 miliardi in modo sequenziale, spinto dall’equipaggiamento e dai servizi. Il CEO Scott Strazik ha commentato che la domanda globale per i prodotti e le soluzioni dell’azienda continua a espandersi, con la generazione di cassa che ha permesso di restituire agli azionisti 3,9 miliardi di dollari da inizio anno. La posizione di cassa si attesta a 13,1 miliardi.

Il nucleare occupa un posto preciso nella strategia di lungo periodo di GE Vernova. La società sta lavorando all’industrializzazione del suo reattore modulare di piccola taglia per portarlo a scala commerciale, puntando su accordi con operatori di data center — i cosiddetti hyperscaler — per integrare la generazione nucleare nella filiera dell’intelligenza artificiale e dei centri di elaborazione dati. Gli ordini da data center nel segmento Electrification hanno già superato i 5 miliardi di dollari nei soli primi sei mesi del 2026, più del doppio dell’intero anno 2025. Il collegamento tra domanda energetica digitale e nucleare non è un’ipotesi: sta già producendo contratti.

Il reattore al centro di questo percorso è il BWRX-300, sviluppato dalla joint venture GE Vernova Hitachi Nuclear Energy. La prima unità è in costruzione al sito di Darlington, in Ontario, Canada, con completamento stimato entro fine 2029 e avvio commerciale entro fine 2030. Negli ultimi mesi il programma ha attirato accordi in Polonia, Svezia, Finlandia, Regno Unito e Stati Uniti, dove il Dipartimento dell’Energia ha assegnato un grant da 400 milioni di dollari alla Tennessee Valley Authority per il dispiegamento del reattore nel sito di Clinch River. Il BWRX-300 ha superato anche il secondo step del processo di valutazione regolatorio britannico.

I numeri del trimestre confermano che GE Vernova non è più solo un’azienda di turbine a gas. La capacità di generare cassa su scala — con margini EBITDA tra il 12 e il 14% — fornisce le risorse per finanziare lo sviluppo nucleare senza dipendere da capitali esterni. Il backlog del gas power è passato da 100 a 116 GW in un solo trimestre, con l’obiettivo di arrivare ad almeno 125 GW entro fine anno. Quella capacità produttiva dovrà raggiungere i 30 GW annui nel 2030. Se il BWRX-300 rispetterà i tempi canadesi, GE Vernova entrerà nel decennio nucleare con un reattore già operativo e una pipeline di ordini internazionale consolidata: una combinazione che pochi competitor possono vantare oggi.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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