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General Atomics investe 38 milioni nella fusione: la California punta su Poway

General Atomics espande le operazioni di ricerca sulla fusione a Poway con 38 milioni di dollari di investimento, nell’ambito del programma CalCompetes del governatore Newsom. Lo Stato della California aggiunge un credito fiscale da 20 milioni per costruire il Blanket Component Test Facility a San Diego.

General Atomics investe 38 milioni nella fusione: la California punta su Poway

General Atomics investirà 38 milioni di dollari per espandere le proprie operazioni di ricerca e sviluppo sulla fusione a Poway, in California. L’annuncio è arrivato nell’ambito dell’estensione del programma CalCompetes, il credito fiscale statale firmato dal governatore Gavin Newsom che incentiva le imprese a investire e creare posti di lavoro in California.

Parallelamente, a giugno 2026 General Atomics aveva già incassato un ulteriore credito fiscale da 20 milioni di dollari — sempre attraverso il California Competes Tax Credit — destinato a finanziare la progettazione e lo sviluppo di un Blanket Component Test Facility (BCTF) nel campus di San Diego. La struttura servirà a testare componenti di blanket fusione in scala reale: sistemi che rivestono l’interno del reattore, catturano l’energia prodotta dalle reazioni e generano trizio, il combustibile necessario per mantenere il processo attivo. È uno degli ostacoli tecnici centrali sulla strada verso una centrale a fusione commerciale. Il BCTF sfrutterà gli spazi del Magnet Technologies Center di Poway, lo stesso sito in cui è stato completato il solenoide centrale per il progetto internazionale ITER.

Quel progetto vale da solo una pagina di storia. General Atomics ha completato il magnete superconduttore pulsato più grande e potente mai realizzato: sette moduli cilindrici, un totale di circa 1.000 tonnellate una volta impilati, alti cinque piani. Il solenoide centrale è destinato all’impianto ITER, in costruzione nel sud della Francia, dove dovrebbe entrare in funzione entro il 2034. Brian Grierson, direttore delle tecnologie di fusione in General Atomics, descrive il BCTF come la prima struttura della propria tipologia e scala per la qualificazione di prototipi ingegneristici a dimensione reale.

Il contesto californiano è rilevante. La California ha approvato il Senate Bill 80, che ha istituito la California Fusion Research and Development Innovation Initiative — il primo programma statale di questo tipo negli Stati Uniti orientato alla commercializzazione della fusione. Il Senate Bill 86 ha poi esteso le esenzioni fiscali sugli acquisti legati alle tecnologie di fusione. San Diego ospita già il DIII-D National Fusion Facility, il più grande impianto magnetico a fusione degli Stati Uniti, operato da General Atomics per conto del Dipartimento dell’Energia. La regione conta anche un Fusion Data Science and Digital Engineering Center, programmi accademici a UC San Diego e San Diego State University, e una rete crescente di collaboratori pubblici e privati.

General Atomics è attiva nella ricerca sulla fusione dal 1957. Nei decenni ha sviluppato competenze in fisica del plasma, magneti ad alto campo e ingegneria di precisione. L’azienda partecipa anche al programma TINEX insieme a SLAC National Accelerator Laboratory, Colorado State University, UC San Diego e Lawrence Livermore National Laboratory, con l’obiettivo di avvicinare la fusione inerziale alla commercializzazione. Il vicepresidente Anantha Krishnan ha definito la fusione energetica qualcosa che “può guidare progressi nell’intelligenza artificiale, nella manifattura e nei trasporti”. Con il Blanket Component Test Facility, San Diego si candida a diventare il luogo in cui la ricerca sulla fusione smette di essere solo scienza e comincia a diventare ingegneria applicata.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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