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General Fusion sbarca in Borsa: prima azienda di fusione quotata al Nasdaq

La canadese General Fusion ha annunciato una fusione da un miliardo di dollari con la SPAC Spring Valley Acquisition Corp. III per quotarsi al Nasdaq entro metà 2026, diventando la prima società di fusione nucleare “pure-play” a entrare nei mercati pubblici. L’operazione vale complessivamente oltre 335 milioni di dollari di capitale fresco per accelerare lo sviluppo della macchina dimostrativa LM26.

General Fusion sbarca in Borsa: prima azienda di fusione quotata al Nasdaq

General Fusion si prepara a diventare la prima società di fusione nucleare “pure-play” quotata in Borsa. La canadese di Richmond, British Columbia, ha annunciato una fusione da un miliardo di dollari con Spring Valley Acquisition Corp. III, una SPAC già nota per aver portato al Nasdaq nel 2022 l’azienda di reattori modulari NuScale Power. La quotazione è attesa entro la metà del 2026.

I numeri dell’operazione sono precisi: Spring Valley porta in dote 230 milioni di dollari di capitale in trust, a cui si aggiungono 105 milioni raccolti da investitori istituzionali attraverso un PIPE — Private Investment in Public Equity — che ha chiuso in oversubscribed. La valutazione pre-money di General Fusion è fissata a 600 milioni di dollari, per un enterprise value complessivo che arriva a circa un miliardo. Il capitale raccolto andrà a finanziare lo sviluppo del Lawson Machine 26, la macchina dimostrativa su cui l’azienda punta per validare la propria tecnologia di fusione a scala commercialmente rilevante.

LM26, costruita e messa in funzione in meno di due anni presso la sede di Vancouver, è basata sulla Magnetized Target Fusion (MTF): un approccio ibrido che non richiede né magneti superconduttori ad alto costo né laser ad alta potenza. Il plasma viene iniettato in un cilindro di metallo liquido in rotazione e compresso meccanicamente. La macchina sta avanzando verso tappe tecniche progressive — 1 keV, 10 keV, e infine il criterio di Lawson — con esperimenti condotti in collaborazione con il Princeton Plasma Physics Laboratory, il UK Atomic Energy Authority e General Atomics. Una centrale commerciale basata su MTF è progettata per erogare 300 MWe, abbastanza per alimentare circa 150.000 abitazioni.

La scelta della via SPAC non è casuale. Le fusioni di questo tipo permettono alle aziende pre-revenue di raccogliere capitali su larga scala senza dover soddisfare i requisiti di un’offerta pubblica tradizionale. Per General Fusion, che nel maggio 2025 aveva ridotto il personale per una temporanea carenza di liquidità prima di raccogliere nuovi fondi in estate e in autunno, il mercato pubblico rappresenta un salto di qualità nel profilo finanziario. Spring Valley, da parte sua, ha già alle spalle oltre cinquanta transazioni nel settore energetico in trent’anni e conosce bene le dinamiche delle prime quotazioni in settori ad alto rischio tecnologico.

Il contesto di mercato aiuta. Nel 2025 gli investitori hanno impiegato circa 30 miliardi di dollari in IPO tramite SPAC, il livello più alto dal boom del 2021. Le società di fusione, nel complesso, hanno attirato 2,6 miliardi di dollari di capitale privato nello stesso anno secondo la Fusion Industry Association. La domanda globale di elettricità è attesa in crescita del 40-50% entro il 2035, spinta da data center, mobilità elettrica e industria avanzata. In questo quadro, la fusione nucleare — da sempre a “vent’anni dal traguardo” — inizia ad avere una traiettoria finanziaria credibile, oltre che scientifica. Se General Fusion completerà la quotazione nei tempi previsti, cambierà il modo in cui il mercato guarda all’intera categoria.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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