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Grafite e uranio nell’Athabasca: la PEA di Abasca vale 130 milioni

Abasca Resources ha completato la Valutazione Economica Preliminare per il deposito Loki nel Saskatchewan: VAN netto dopo le tasse di 130 milioni di dollari e TIR del 16,7%. Il giacimento di grafite si trova sopra le stesse rocce che ospitano i grandi depositi di uranio dell’Athabasca Basin.

Abasca Resources ha pubblicato i risultati della Valutazione Economica Preliminare (PEA) per il deposito Loki Flake Graphite, situato nel progetto Key Lake South (KLS) nel Saskatchewan settentrionale, Canada. Il verdetto è netto: valore attuale netto dopo le tasse di 130 milioni di dollari USA e un tasso interno di rendimento del 16,7%. Numeri che proiettano il giacimento da asset esplorativo verso una prospettiva di sviluppo concreta.

Il deposito è interamente di proprietà di Abasca, che ha acquisito il 100% del progetto KLS tramite un’operazione di reverse takeover. Il progetto comprende 12 concessioni contigue per circa 23.977 ettari, a meno di 15 km a sud del Key Lake mill, l’impianto di lavorazione che oggi processa il minerale estratto dalla miniera di McArthur River di Cameco. La posizione non è un dettaglio secondario: la vicinanza all’infrastruttura esistente abbassa i costi di sviluppo e semplifica la logistica. La Provincial Highway 914 attraversa il progetto, garantendo accesso tutto l’anno.

Le risorse attuali del deposito Loki ammontano a 6,99 milioni di tonnellate indicate con tenore dell’8,27% di carbonio grafite (Cg), a cui si aggiungono 15,83 milioni di tonnellate inferite all’6,93% Cg. Sono cifre cresciute sensibilmente rispetto alla stima iniziale dell’aprile 2025, che indicava 11,31 Mt inferite al 7,65% Cg. Le campagne di perforazione del 2025 e del 2026 hanno esteso la lunghezza della struttura mineralizzata da circa 500 metri a quasi 1.400 metri: quasi tre volte. Questi dati aggiornati sono stati incorporati nell’MRE che sorregge la PEA completata da Tetra Tech Canada.

Il contesto geologico aggiunge un elemento di rilievo per il settore nucleare. Il giacimento di grafite giace sopra le rocce della Wollaston-Mudjatik Contacting Zone (WMCZ), la stessa fascia geologica che ospita i più grandi depositi di uranio ad alta concentrazione al mondo. I depositi uraniferi dell’Athabasca Basin si trovano tipicamente all’unconformity tra il bacino sedimentario e il basamento cristallino della WMCZ, spesso associati a zone di faglia fortemente grafitiche. Il progetto KLS si inserisce nella stessa struttura magnetica regionale a bassa anomalia e “hosts over 50 km of prospective conductors for potential uranium mineralization”, come dichiarato dalla società. Grafite e uranio condividono dunque non solo la stessa area geografica, ma anche la stessa architettura geologica.

La PEA è stata sviluppata con la supervisione strategica di High Grade Mining Consulting e copre il progetto minerario concettuale, il flusso metallurgico per la produzione di concentrato di grafite a scaglie di alta qualità e l’analisi delle infrastrutture. Il rapporto tecnico di supporto sarà depositato su SEDAR+ entro 45 giorni dalla pubblicazione dei risultati. Abasca ha già segnalato comunicati rilevanti nel luglio e nell’agosto 2026, a conferma di un calendario di sviluppo che procede senza interruzioni.

Se la PEA si traduce in un progetto di fattibilità completo, il deposito Loki potrebbe diventare un fornitore strategico di grafite naturale per le filiere delle batterie e, parallelamente, aprire la strada all’esplorazione uranium nel sottosuolo del KLS. Per un paese come l’Italia, sempre più attento alla sicurezza delle materie prime critiche, seguire da vicino lo sviluppo dell’Athabasca Basin non è un esercizio accademico. È precisamente in aree come questa che si decidono le catene di approvvigionamento del prossimo decennio.

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