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Il nucleare britannico al servizio dell’AI: SMR per i data center del futuro

Il governo britannico punta sul nucleare per alimentare i data center dell’intelligenza artificiale, con le “AI Growth Zones” e un piano da 370 milioni di dollari già investiti nel settore. La domanda di elettricità dei data center ha superato il picco storico della rete nazionale: 50 GW richiesti contro i 45 GW di picco del sistema.

Il nucleare britannico al servizio dell’AI: SMR per i data center del futuro

Il Regno Unito ha deciso di mettere il nucleare al centro della propria strategia per l’intelligenza artificiale. Il governo laburista ha annunciato la creazione di zone speciali dedicate ai data center — le cosiddette “AI Growth Zones” — con accesso privilegiato all’elettricità e iter autorizzativi semplificati, e ha indicato il nucleare come fonte di alimentazione preferenziale per questi siti. La prima zona è stata collocata a Culham, sede della UK Atomic Energy Authority, luogo simbolico per la ricerca sulla fusione da oltre quarant’anni.

Il contesto numerico spiega perché la scelta sia urgente. Ofgem ha registrato un’impennata delle richieste di connessione alla rete: le offerte contrattualizzate nella coda della domanda sono passate da 41 GW nel novembre 2024 a 125 GW nel giugno 2025. Il picco storico della rete britannica è di 45 GW, registrato l’11 febbraio 2026. I data center già identificati da NESO, l’operatore nazionale del sistema energetico, sono circa 140 strutture con una domanda complessiva attorno ai 50 GW. Alcuni campus da soli valgono circa 1 GW di potenza elettrica richiesta — l’equivalente di un’unità nucleare intera. Il mercato dei data center nel Regno Unito è atteso quasi raddoppiare entro il 2028, con capacità installata che dovrebbe superare i 4 GW entro il 2030.

Il governo ha previsto la costituzione di un consiglio energetico pubblico-privato con il mandato di studiare l’alimentazione dei data center tramite reattori modulari di piccola taglia (SMR) a fissione. Il modello di finanziamento ipotizzato è il Regulated Asset Base (RAB), già usato per Hinkley Point C e previsto dalla Nuclear Energy (Financing) Act del 2022. Per gli SMR, però, il Tony Blair Institute ha suggerito un approccio alternativo: i costi di sviluppo dovrebbero ricadere sugli utenti finali — i costruttori di data center — e non sui contribuenti. Il National Policy Statement EN-7, pubblicato nel novembre 2025, ha confermato che le nuove centrali nucleari sono infrastrutture di interesse nazionale, imponendo ai decision maker di attribuire peso sostanziale al ruolo del nucleare per sicurezza energetica e decarbonizzazione.

Sul fronte degli investimenti privati, il settore nucleare britannico orientato all’AI ha già attirato 370 milioni di dollari, con un’accelerazione netta nel 2024: 170 milioni raccolti in un solo anno, trainati da round di finanziamento a favore di Tokamak Energy per la fusione e di Blue Energy per i reattori modulari. Blue Energy è coinvolta anche in un progetto con la società di noleggio GPU Crusoe per alimentare direttamente un data center ad AI nel porto di Victoria, in Texas — un modello che potrebbe essere replicato nel contesto britannico. Rolls-Royce SMR ha ricevuto 280 milioni di sterline di finanziamento pubblico, ai quali si sommano investimenti privati: il suo reattore da 470 MW è tra i candidati più concreti per alimentare le future AI Growth Zones. Siemens Energy ha già avviato una collaborazione con Rolls-Royce SMR per accelerare lo sviluppo della tecnologia.

La strada è tracciata, ma la velocità conta. Le aziende tecnologiche che costruiscono a scala — Amazon, Google, Microsoft — non possono permettersi code di connessione alla rete che si estendono fino al prossimo decennio. La logica della co-locazione, cioè affiancare un reattore direttamente al campus che serve, risponde proprio a questa pressione. Se il Regno Unito riuscirà a completare il quadro regolatorio e a mettere in cantiere i primi SMR dedicati ai data center entro la fine del decennio, avrà costruito un modello che il resto d’Europa guarderà con attenzione.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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