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India apre il nucleare ai privati: la legge SHANTI cambia tutto

Il Parlamento indiano ha approvato la legge SHANTI, che apre per la prima volta il settore nucleare civile alle aziende private. L’obiettivo è raggiungere 100 GW di capacità atomica entro il 2047.

India apre il nucleare ai privati: la legge SHANTI cambia tutto

Il Parlamento indiano ha approvato la legge SHANTI — Sustainable Harnessing and Advancement of Nuclear Energy for Transforming India — aprendo per la prima volta il settore nucleare civile alla partecipazione delle aziende private. La Camera bassa ha votato il testo il 17 dicembre 2025, il Senato il giorno successivo. Il presidente della Repubblica ha poi concesso la propria ratifica, rendendo la legge effettiva a tutti gli effetti.

La riforma abroga due pilastri legislativi ormai datati: il Atomic Energy Act del 1962 e il Civil Liability for Nuclear Damage Act del 2010, sostituendoli con un’unica legge organica. Quest’ultimo testo era diventato un ostacolo concreto agli investimenti esteri: esponeva i fornitori di tecnologie nucleari a responsabilità dirette in caso di incidente, scoraggiando colossi come Électricité de France, General Electric e Westinghouse dall’avanzare su progetti già firmati. Con la nuova legge, la responsabilità in caso di incidente ricade sullo Stato, che ha istituito a tal fine un apposito Nuclear Liability Fund.

Le implicazioni operative sono immediate. Le imprese private potranno gestire impianti, produrre energia e fabbricare componenti, previa autorizzazione dell’ente regolatorio. La legge rafforza lo status giuridico dell’Atomic Energy Regulatory Board, cui spetta la vigilanza su tutte le attività che comportano esposizione alle radiazioni. Il ministro di Stato per l’Energia Atomica, Jitendra Singh, ha difeso la scelta davanti al Parlamento con un argomento diretto: “Se vogliamo essere un attore globale, dobbiamo seguire strategie globali.” Il budget del Dipartimento per l’Energia Atomica è già passato da 13.879 crore di rupie nel 2014 a 37.483 crore nel 2025.

Sullo sfondo c’è un obiettivo dichiarato e ambizioso: 100 GW di capacità nucleare installata entro il 2047, nell’ambito del piano Viksit Bharat. Il governo ha stanziato 20.000 crore di rupie per il dispiegamento di cinque piccoli reattori modulari entro il 2033. La Nuclear Power Corporation of India ha già emesso una richiesta di proposta rivolta a industrie private per finanziare e costruire reattori PHWR da 220 MW come impianti dedicati alla produzione di elettricità. A settembre 2025, il premier Modi aveva posato la prima pietra di quattro nuovi reattori. Il progetto per il Nord del Paese sorgerà a Gorakhpur, in Haryana.

La strada verso i 100 GW è ancora lunga — oggi l’India produce poco più di 7 GW dal nucleare — ma la legge SHANTI rimuove il principale blocco strutturale che per decenni aveva tenuto lontani capitali e tecnologie. Con il settore spazio già aperto ai privati e proiettato da 9 a 45 miliardi di dollari di valore, il nucleare segue la stessa traiettoria. Se le autorizzazioni arriveranno in tempi ragionevoli e gli investitori internazionali risponderanno, l’India potrebbe diventare uno dei mercati atomici più attivi del mondo entro i prossimi dieci anni.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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