Il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh ha posato la prima pietra di cinque grandi progetti di espansione industriale in Bengala Occidentale, per un valore complessivo di circa 3.500 crore di rupie. Al centro dell’iniziativa c’è un impianto di forgiatura radiale da 473,84 crore di rupie che produrrà, tra l’altro, componenti per reattori nucleari. La cerimonia, tenutasi il 23 agosto 2026 al GRSE Bhavan di Calcutta, ha visto la partecipazione anche del Primo Ministro del Bengala Occidentale Suvendu Adhikari.
I cinque progetti coinvolgono due grandi aziende pubbliche: Garden Reach Shipbuilders and Engineers (GRSE), un Navratna Defence PSU, e Yantra India Limited (YIL). Le fondazioni sono state poste simultaneamente in quattro siti — Kidderpore, Shalimar, Raichak e Ishapore — a testimonianza della portata geografica dell’operazione. I lavori di GRSE includono l’ampliamento del cantiere di Raichak, il ripristino del bacino di Shalimar con un dry dock da 130 metri e un nuovo scivolo da 120 metri, e un investimento di circa 70 crore di rupie per la struttura di Kidderpore, dedicata alla riparazione di imbarcazioni medie e alla produzione di traghetti elettrici.
È però la componente metallurgica di YIL quella più rilevante per il settore nucleare. Presso la Metal and Steel Factory di Ishapore, due impianti con un investimento combinato superiore a 750 crore di rupie puntano a rafforzare la produzione metallurgica nazionale. Il primo è una pressa idraulica a stampo aperto da 3.000 tonnellate — che sostituisce l’unità da 2.650 tonnellate attualmente in uso — destinata a canne di cannone, componenti per munizioni e forgiati pesanti. Il secondo è il già citato impianto di forgiatura radiale: produrrà leghe speciali, componenti per reattori nucleari, assali ferroviari ad alta resistenza e hardware per sistemi d’armamento futuri. Entrambe le strutture integreranno tecnologie Industry 4.0 e sistemi a basso consumo energetico per ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Il contesto strategico è quello del programma Make in India applicato al settore della difesa e delle tecnologie critiche. L’India ha fissato un obiettivo ambizioso: raggiungere 100 GW di capacità nucleare installata entro il 2047. Per centrarlo, serve una filiera industriale domestica in grado di produrre in autonomia i componenti più complessi — dai forgiati speciali per reattori ai sistemi di contenimento. La scelta di affidare questa produzione a un’azienda pubblica come YIL, con radici storiche nella manifattura pesante, risponde alla necessità di costruire competenze difficilmente replicabili nel privato nel breve periodo.
Se i tempi di realizzazione saranno rispettati, l’impianto di Ishapore diventerà uno dei pochi siti industriali in Asia meridionale capaci di forgiare componenti nucleari con standard da settore strategico. Per l’India, significa avanzare concretamente verso una catena di approvvigionamento per il nucleare che oggi dipende ancora in misura significativa dall’estero. Un passo che vale ben oltre i numeri dell’investimento.



