Home Economia dell'Energia India, PFC assorbe REC: nasce un…
Economia dell'Energia

India, PFC assorbe REC: nasce un colosso da 11 mila miliardi per gli SMR

I consigli di amministrazione di Power Finance Corporation e REC Ltd hanno approvato la fusione per incorporazione, creando il più grande istituto pubblico di finanziamento energetico dell’India con un portafoglio prestiti superiore a 11 lakh crore di rupie. Tra i settori prioritari dell’entità risultante figurano esplicitamente i reattori nucleari modulari di piccola taglia.

India, PFC assorbe REC: nasce un colosso da 11 mila miliardi per gli SMR

I consigli di amministrazione di Power Finance Corporation (PFC) e REC Ltd hanno dato il via libera alla fusione per incorporazione di REC in PFC. Il risultato è un istituto di finanziamento con un portafoglio prestiti aggregato superiore a 11 lakh crore di rupie — circa 125 miliardi di dollari — che lo colloca, per dimensioni di credito erogato, al livello delle grandi banche indiane.

Il rapporto di concambio approvato dai board prevede 88 azioni PFC del valore nominale di 10 rupie per ogni 100 azioni REC detenute alla data di riferimento, senza alcuna componente in contanti. La valutazione è stata affidata congiuntamente a Ernst & Young Merchant Banking Services e RBSA Valuation Advisors, con fairness opinion di SBI Capital Markets e Nuvama Wealth Management. Deloitte agisce come advisor fiscale e transazionale, mentre lo studio legale Cyril Amarchand Mangaldas assiste entrambe le parti. REC cesserà di esistere come entità giuridica autonoma: tutti gli attivi e i passivi passeranno a PFC, che rimarrà una società controllata dal governo con la maggioranza dei diritti di voto in capo allo Stato.

Il dossier presentato alle borse indica con chiarezza i comparti che l’entità unificata intende finanziare: energie rinnovabili, idrogeno verde, accumulo energetico, reattori nucleari modulari di piccola taglia (SMR) e ammodernamento delle reti elettriche. Per la prima volta un grande istituto finanziario pubblico indiano inserisce gli SMR in modo esplicito tra le priorità strategiche di investimento. L’operazione riflette l’orientamento del governo di New Delhi, che nel budget 2026 ha indicato la necessità di ristrutturare le NBFC statali per massimizzare l’efficienza nell’allocazione del capitale verso la transizione energetica.

Dal punto di vista finanziario, la logica è lineare. PFC detiene già il 52,63% del capitale di REC — quota acquisita nel 2019 per 14.500 crore di rupie — e le due società operano sugli stessi segmenti di clientela: utility statali, generatori, operatori di trasmissione e distribuzione. La sovrapposizione genera duplicazione e competizione interna che la fusione elimina. Secondo le proiezioni, il costo del funding potrebbe scendere di 15-20 punti base grazie al rafforzamento del bilancio unificato sui mercati obbligazionari internazionali, mentre i risparmi amministrativi sono stimati tra 450 e 600 crore di rupie l’anno. Lo stesso board di REC ha approvato in parallelo un piano di raccolta fino a 1,40 lakh crore di rupie tramite obbligazioni in collocamento privato, da eseguire in una o più tranche nell’arco di un anno dalla delibera assembleare.

La composizione attesa del portafoglio post-fusione vede circa il 40% in trasmissione e distribuzione, il 29% in generazione convenzionale e il 14% in rinnovabili, con la quota residua in altre infrastrutture. Il mix è destinato a spostarsi nel tempo verso le tecnologie emergenti, SMR compresi. La fusione è soggetta all’approvazione di azionisti, creditori e autorità di vigilanza — incluse NSE e BSE per i nulla osta ai sensi delle Listing Regulations SEBI — e al mantenimento dello status di società governativa in capo all’entità risultante.

Se le autorizzazioni arriveranno nei tempi attesi, la nuova PFC si troverà a gestire un bilancio di scala paragonabile a quello di un grande istituto bancario, con la capacità di assumere esposizioni su singoli progetti — centrali nucleari modulari o grandi parchi solari — che le due società separate non avrebbero potuto sostenere individualmente senza violare i limiti normativi di concentrazione del rischio. Per gli SMR indiani, che ancora cercano il modello di finanziamento adatto alla loro natura ibrida tra infrastruttura e tecnologia, un interlocutore di questa dimensione cambia concretamente le prospettive.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

Articoli simili