Cento studenti delle scuole superiori italiane sono arrivati ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN il 13 luglio per la seconda edizione dello STEAM Summer Camp, il campus estivo dedicato alla scoperta della ricerca scientifica e delle professioni della fisica. Cinque giorni — fino al 16 luglio — dentro uno dei laboratori sotterranei più grandi del mondo, con accesso diretto alle sale sperimentali dove si studia la materia oscura, i neutrini e i raggi cosmici.
L’iniziativa, promossa dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, è rivolta agli studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado, inclusi gli istituti italiani all’estero. I partecipanti — selezionati tra chi ha già preso parte ai progetti educativi dell’INFN e attraverso un bando nazionale aperto — erano 100 studenti e 20 docenti. La selezione ha privilegiato chi ha dimostrato interesse concreto per le discipline scientifiche, non solo chi ha buoni voti in fisica.
Il programma è strutturato per alternare teoria e pratica in modo serrato. La giornata inaugurale è stata dedicata alla comunicazione scientifica, con un laboratorio di storytelling per esplorare tecniche di divulgazione. Il giorno successivo il campus è entrato nel vivo delle attività scientifiche con approfondimenti sulle principali linee di ricerca dell’INFN, seguiti da laboratori dedicati ai giochi scientifici e a applicazioni di realtà virtuale sviluppate nell’ambito del progetto INFN Game. Mercoledì 15 luglio, la giornata è stata dedicata alla fisica dei raggi cosmici, con la visita alle sale sperimentali sotterranee del Gran Sasso. La sera del 14 luglio, sulla Scalinata di San Bernardino all’Aquila, si è tenuto lo spettacolo “Il cosmo oltre l’immaginazione”, aperto alla cittadinanza e inserito nel programma de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. A condurlo, il presidente dell’INFN Antonio Zoccoli e il direttore dei Laboratori Nazionali Ezio Previtali.
Lo stesso Zoccoli era intervenuto pochi giorni prima a Erice, dove si è svolta la 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies della Fondazione Ettore Majorana. In quell’occasione aveva ribadito il dovere della comunità scientifica di mettere la conoscenza al servizio della società e delle istituzioni. Due eventi distinti, ma con una stessa logica di fondo: la fisica non è solo ricerca interna ai laboratori, è anche un impegno pubblico verso le generazioni che verranno. La sessione ericina — presieduta dai co-chairman Fabrizio Zichichi e Cristian Galbiati e prima dopo la scomparsa del fondatore Antonino Zichichi — ha affrontato temi come sicurezza internazionale, energia, cambiamento climatico e nuove frontiere della ricerca.
L’INFN STEAM Summer Camp è sostenuto dal Comitato di Coordinamento della Terza Missione dell’INFN attraverso un processo interno di valutazione tra pari. Non è un programma di orientamento generico: porta ragazzi di 16-18 anni dentro esperimenti reali, tra ricercatori in attività, nel sottosuolo del Gran Sasso. Se la prima edizione, nel 2025, aveva coinvolto 97 studenti e 17 docenti, questa seconda ha già ampliato la platea. Il segnale è che la domanda c’è, e che l’INFN ha scelto di rispondervi con continuità. La fisica, compresa quella nucleare e subnucleare, si forma anche così: un’estate alla volta.



