X-Energy ha raccolto 1,02 miliardi di dollari nella sua offerta pubblica iniziale sul Nasdaq, stabilendo il record assoluto per un’IPO nel settore nucleare. Il collocamento, avvenuto il 23 aprile 2026, ha prezzato a 23 dollari per azione — il 21% sopra la forchetta indicativa di 16-19 dollari — e il primo giorno di trading il titolo ha chiuso a 29,20 dollari, segnando un rialzo di circa il 27%.
I numeri dell’operazione parlano da soli. Sono state vendute oltre 44,3 milioni di azioni di Classe A. La capitalizzazione di mercato a fine seduta si è avvicinata a 12 miliardi di dollari. L’IPO era sovrascritta 15 volte, con un terzo degli ordini istituzionali che non ha ricevuto alcuna allocazione. Tra i sottoscrittori figurano Amazon, Jane Street e fondi legati ad Ares Management; ARK Investment Management aveva dichiarato interesse per fino a 105 milioni di dollari di azioni al prezzo di offerta. È stata JP Morgan a guidare il consorzio di collocamento, affiancata da Morgan Stanley, Jefferies e Moelis.
X-Energy sviluppa reattori modulari di piccola taglia — gli SMR — e produce combustibile nucleare avanzato. Il suo reattore di punta, lo Xe-100, è un reattore di quarta generazione a gas raffreddato a elio con design a letto di ciottoli, capace di generare 80 megawatt elettrici per unità. Amazon ha già impegnato l’acquisto di fino a 5 gigawatt di energia prodotta da X-Energy entro il 2039 per alimentare i propri data center. Un progetto pilota in Texas, presso gli impianti chimici di Dow, prevede quattro unità da 80 MW ciascuna in grado di fornire sia elettricità sia vapore ad alta temperatura per i processi industriali.
Perché ora? La risposta è nella domanda di elettricità. L’intelligenza artificiale, il reshoring manifatturiero e l’elettrificazione spingono verso l’alto i consumi in modo che le rinnovabili intermittenti faticano a soddisfare. Il nucleare torna a essere visto come la fonte di energia di base più affidabile e a basse emissioni disponibile. Non è un caso che l’IPO di X-Energy arrivi dopo anni difficili: nel 2023 la stessa azienda aveva rinunciato a una fusione SPAC con Ares Acquisition Corporation per condizioni di mercato sfavorevoli. Il mondo, nel frattempo, aveva scoperto di aver bisogno di potenza continua e garantita.
L’onda si è propagata rapidamente. Nelle settimane successive all’IPO di X-Energy, un secondo sviluppatore nel settore delle energie tecnologiche — un’azienda di geotermia avanzata — ha raccolto 1,89 miliardi di dollari nel proprio debutto su Nasdaq, anch’esso sovradimensionato e prezzato sopra la forchetta. Il totale: quasi 3 miliardi di dollari in IPO energy tech in cinque settimane, entrambe con libri di ordini ampliati e prezzi di collocamento superiori alle attese. Il segnale che arriva dai mercati di capitali è diretto: gli investitori stanno spostando risorse verso l’energia affidabile, e lo stanno facendo con convinzione. Se X-Energy riuscirà a consegnare i primi reattori commerciali nei tempi previsti, quel record di 1,02 miliardi potrebbe presto sembrare solo un punto di partenza.



