Il mercato globale del Molibdeno-99 (Mo-99) raggiungerà 8,33 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso di crescita annuo composto del 4,89%. Partendo da un valore stimato di 5,4 miliardi nel 2026, la traiettoria è costante e sostenuta da una domanda strutturalmente in aumento. I dati emergono dall’analisi di Healthcare Foresights pubblicata il 24 luglio 2026.
Il Mo-99 è l’isotopo padre del Tecnezio-99m (Tc-99m), il radioisotopo più usato al mondo nella diagnostica per immagini. Il Tc-99m è impiegato in oltre l’80% di tutte le procedure di medicina nucleare a livello globale: scansioni SPECT per il cuore, rilevamento di tumori, analisi della funzionalità ossea. Negli Stati Uniti, secondo dati di aprile 2026, supporta circa 56.000 studi su pazienti ogni giorno. La particolarità del Mo-99 è che non si può accumulare: la sua emivita è di 66 ore, il che obbliga a una produzione continua e a una logistica di distribuzione precisa e senza interruzioni. Ogni rallentamento nella catena di fornitura si traduce direttamente in un impatto sui pazienti.
La produzione avviene principalmente nei reattori di ricerca nucleare, dove bersagli di uranio vengono irraggiati con neutroni, generando Mo-99 come prodotto di fissione. Il processo è consolidato, ma la dipendenza da un numero limitato di impianti — concentrati in Nord America ed Europa — ha storicamente creato vulnerabilità nella filiera. Il Nord America detiene oggi circa il 42% della quota di mercato globale, seguito dall’Europa con il 29% e dall’Asia-Pacifico con il 21%. Quest’ultima area è in crescita rapida, con investimenti in medicina nucleare aumentati del 50% nell’ultimo periodo. Attori chiave del mercato includono Curium Pharma, Eckert & Ziegler e Rosatom. A febbraio 2024, Curium Pharma ha annunciato l’espansione della propria rete produttiva e distributiva di Mo-99 per stabilizzare l’offerta globale di generatori di Tc-99m.
La tendenza più rilevante in atto è la diversificazione dei metodi di produzione. I ciclotroni e gli acceleratori lineari permettono di produrre Mo-99 e Tc-99m senza reattori nucleari, con un approccio localizzato e decentralizzato. Questa modalità riduce i rischi legati alla dipendenza da pochi grandi impianti e rende la filiera più resiliente. I metodi basati su acceleratori sono considerati particolarmente adatti alla produzione in loco, direttamente vicino ai centri ospedalieri, eliminando parte delle criticità logistiche dovute all’emivita breve del Tc-99m — circa 6 ore. Secondo le proiezioni di mercato, la produzione non basata su reattori potrebbe crescere del 45% nel prossimo decennio. La Corea del Sud, ad esempio, sta investendo in capacità domestica di produzione di Mo-99 con l’obiettivo di ridurre le importazioni e aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Le implicazioni di questa crescita vanno oltre la medicina. Un mercato del Mo-99 in espansione riafferma il ruolo centrale del nucleare — sia nella forma tradizionale dei reattori di ricerca, sia nelle nuove tecnologie di accelerazione — come infrastruttura sanitaria globale. I paesi che investono oggi in capacità produttiva domestica si posizionano per essere autonomi in un settore dove la dipendenza dall’estero ha conseguenze dirette sulla salute della popolazione. Il segmento dell’imaging SPECT, da solo, crescerà a un CAGR del 4,9% fino al 2035. Con l’invecchiamento della popolazione mondiale e l’aumento delle diagnosi oncologiche e cardiovascolari, la domanda di Mo-99 non rallenterà. Chi costruisce catene di fornitura robuste e diversificate oggi, nel 2035 sarà in una posizione di vantaggio difficile da colmare.



