DISA Uranium Corporation è realtà. Il 19 agosto 2026, IsoEnergy e DISA Technologies hanno annunciato il completamento della transazione che dà vita a una nuova società americana dedicata alla produzione, al recupero e alla bonifica dell’uranio sul territorio statunitense. La valutazione implicita pro forma, calcolata sulla base del prezzo per azione del finanziamento, si attesta intorno ai 505 milioni di dollari.
L’operazione prevede che IsoEnergy abbia conferito a DISA Uranium il proprio portafoglio di miniere convenzionali in Utah, già autorizzate e con una storia produttiva pregressa: la Tony M Mine, la Daneros Mine, la Rim Mine, il Sage Plain Project e il Flatiron Project. In cambio, IsoEnergy ha ricevuto 1.677.350 azioni della nuova società e diventa il singolo azionista di maggioranza relativa, con circa il 33% del capitale pienamente diluito. Due posti nel consiglio di amministrazione, composto da sette membri, spettano direttamente a IsoEnergy: il presidente del CDA Richard Patricio e il CEO Phillip Williams.
A completare il quadro, un collocamento privato da 105 milioni di dollari con un consorzio che comprende Tembo Capital, BHP Ventures, Galvanize Climate Solutions, Valor Equity Partners, Evok Innovations, Halliburton Labs e Veriten. IsoEnergy ha partecipato al round con 33 milioni. I proventi serviranno allo sviluppo delle miniere convenzionali, ai programmi di bonifica e al progresso dell’infrastruttura di raffinazione domestica. Nel consiglio siede anche l’ex commissario della Nuclear Regulatory Commission Jeffrey Merrifield, segnale della rilevanza regolamentare che il progetto intende assumere.
Il cuore tecnologico di DISA Uranium è la tecnologia proprietaria HPSA — High-Pressure Slurry Ablation — sviluppata da DISA Technologies. Nei test condotti alla Tony M Mine, questa tecnologia ha ridotto la massa del materiale da processare al 22% del volume originale, recuperando circa l’88% dell’uranio presente. Il processo concentra il materiale uranifero direttamente in miniera, abbattendo i costi di trasporto e lavorazione. DISA Uranium detiene i diritti esclusivi su questa tecnologia per le applicazioni legate a uranio, vanadio e bonifica di miniere abbandonate. È anche l’unica società a possedere una licenza della Nuclear Regulatory Commission che autorizza la bonifica e il recupero di materiali da siti di estrazione abbandonati su scala multi-sito in tutto l’Ovest americano.
Contestualmente alla nascita di DISA Uranium, le attività di DISA Technologies non legate a uranio e vanadio sono state scorporate in una società separata, DISA Tech Inc., guidata dall’amministratore delegato Milan Sjaus. Le due entità condividono la stessa tecnologia brevettata, ma operano su mercati distinti. DISA Uranium resta focalizzata esclusivamente sul combustibile nucleare domestico, con il cantiere della Tony M Mine indicato come priorità a breve termine del portafoglio Utah.
Il contesto geopolitico non è secondario. Gli Stati Uniti stanno spingendo con forza sul reshoring della filiera del combustibile nucleare, riducendo la dipendenza da fornitori esteri. DISA Uranium punta a costruire il primo nuovo impianto americano di recupero e lavorazione dell’uranio in oltre quarant’anni. Se i programmi di bonifica e le miniere convenzionali dello Utah procederanno secondo le previsioni, la società potrebbe diventare uno dei pochi operatori integrati nell’intera catena dell’uranio domestico — dall’estrazione alla lavorazione — in un momento in cui la domanda di combustibile nucleare sicuro e a origine certificata non ha mai pesato così tanto nelle agende energetiche nazionali.



