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Next Hydrogen entra nel ciclo del combustibile per la fusione

Next Hydrogen Solutions ha firmato un accordo di collaborazione con Fusion Fuel Cycles Inc. per sviluppare elettrolizzatori dedicati alla fusione, consolidando contratti già assegnati per 3,75 milioni di dollari. L’obiettivo è estrarre il trizio dall’acqua pesante e integrarlo nel sistema di alimentazione della futura facility UNITY-2.

Next Hydrogen entra nel ciclo del combustibile per la fusione

Next Hydrogen Solutions Inc. ha annunciato il 29 giugno 2026 un accordo di collaborazione con Fusion Fuel Cycles Inc. (FFC) per sviluppare e dimostrare elettrolizzatori costruiti appositamente per l’industria della fusione. L’intesa non parte da zero: si poggia su due contratti già assegnati da FFC a Next Hydrogen nel marzo 2026, per un valore complessivo di circa 3,75 milioni di dollari.

Il cuore tecnico dell’accordo è la produzione di un elettrolizzatore capace di estrarre il trizio dall’acqua pesante. Il trizio è l’isotopo dell’idrogeno che, insieme al deuterio, alimenta le reazioni di fusione termonucleare. Una volta costruito, il dispositivo sarà integrato nel sistema di alimentazione complessivo di FFC. La scelta di Next Hydrogen non è casuale: la sua tecnologia a celle alcaline garantisce alta durabilità e opera ad alta densità di corrente, caratteristica che riduce le dimensioni dell’impianto e limita i potenziali punti di perdita — due requisiti critici in qualsiasi applicazione che coinvolga il trizio.

FFC è una joint venture nata nel maggio 2024 tra Canadian Nuclear Laboratories (CNL) e Kyoto Fusioneering, startup giapponese fondata nel 2019 come primo spin-off universitario sulla fusione in Giappone. CNL porta decenni di esperienza nella gestione del trizio, accumulata con i reattori CANDU. Kyoto Fusioneering contribuisce con competenze in ingegneria di sistema per centrali a fusione. Il risultato è un’organizzazione costruita per offrire soluzioni standardizzate di “balance of plant”, ovvero tutti i sistemi di supporto che circondano il nucleo del reattore. L’idea è semplice: i costruttori di reattori si concentrano sulla fisica del plasma, FFC gestisce il ciclo del combustibile. Questo approccio riduce costi e tempi.

Il progetto cardine di FFC si chiama UNITY-2, attualmente in costruzione a Chalk River, Ontario. Si tratta della prima facility integrata al mondo per il test completo del ciclo del combustibile deuterio-trizio, con la capacità di far circolare fino a 30 grammi di trizio in un ciclo operativo di 24 ore, espandibile a 100 grammi entro i limiti della licenza edilizia esistente. Il commissioning è previsto per la fine del 2026. Nel 2025 il progetto ha ricevuto un investimento strategico di 20 milioni di dollari da General Atomics, azienda americana tra le più attive nel settore della fusione.

La firma dell’accordo tra Next Hydrogen e FFC è avvenuta durante una missione commerciale del Team Canada in Giappone, alla presenza del ministro canadese per il Commercio Internazionale Maninder Sidhu e dell’ambasciatore in Giappone Ian G. McKay. Un dettaglio che dice molto sul peso geopolitico che il Canada sta attribuendo alla filiera della fusione. Con UNITY-2 prossimo alla piena operatività, e con paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone che puntano a costruire impianti pilota entro i primi anni Trenta, la disponibilità di sistemi integrati e collaudati per il ciclo del trizio diventa un passaggio obbligato verso la commercializzazione. L’ingresso di Next Hydrogen in questo ecosistema industriale posiziona il Canada come uno dei nodi centrali nella catena di fornitura globale della fusione.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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