NordX Metals ha annunciato i primi risultati di campionamento su tre progetti uraniferi interamente di sua proprietà in Svezia: Norr Döttern, Märrviken e Flistjärn. I dati confermano la presenza di uranio su tutti e tre i siti, con valori anomali che raggiungono i 682 ppm U3O8. Una partenza concreta per una società che opera in un paese che, fino a pochi mesi fa, aveva l’estrazione dell’uranio vietata per legge.
Il programma di ricognizione e campionamento di rocce ha prodotto risultati che vanno oltre il solo uranio. A Märrviken, i campioni uraniferi hanno registrato una media di 398 ppm U3O8, mentre le mineralizzazioni a solfuri hanno restituito valori medi di 0,97% di zinco, con picchi individuali fino al 37,7% Zn, 2,87 g/t di oro e 681,6 ppm U3O8. A Flistjärn, otto campioni di chip rock hanno dato una media di 90,9 ppm U3O8, con un massimo di 442,2 ppm. Un ulteriore campione ha evidenziato 603,8 ppm U3O8 accompagnati da 64 ppm di argento e 1.500 ppm di zinco. Il potenziale polimetallico del progetto Märrviken aggiunge valore all’intera portfolio.
Il contesto regolativo svedese ha cambiato volto in tempi rapidi. Il 1° gennaio 2026 il Parlamento svedese, il Riksdag, ha revocato il divieto sull’estrazione dell’uranio in vigore dal 2018, riclassificando l’uranio come minerale in concessione ai sensi dello Swedish Minerals Act. A giugno 2026 è arrivato un ulteriore passo: la rimozione del veto municipale sulle attività di estrazione e trattamento dell’uranio, equiparandole agli altri progetti minerari. Una sequenza di decisioni che in sei mesi ha riscritto le regole del settore.
La Svezia ha anche pubblicato, il 23 luglio 2026, una nuova strategia nazionale per le materie prime che fissa l’obiettivo di diventare una nazione mineraria competitiva, con permessi più rapidi, più esplorazione e maggiore produzione di minerali critici. Il Survey geologico svedese (SGU) ha inoltre designato la Gold Line Belt, che ospita il progetto Duobblon Uranium di NordX, come Area di Importanza nazionale. La strategia cita esplicitamente la riapertura all’uranio come una delle misure già attuate, e punta ad avere permessi o sfruttamento di materiali strategici come il litio entro il 2030.
Per NordX i passi successivi sono già definiti. Il programma di mappatura e campionamento a Norr Döttern proseguirà nel terzo trimestre del 2026, con l’obiettivo di definire target di perforazione in vista di una campagna di sondaggi prevista nell’inverno 2026–2027. Il sito si trova nella contea di Norrbotten e copre un corridoio strutturale di 8 km esplorato da enti statali svedesi tra il 1971 e il 1985, con 35 fori a diamante già perforati in passato. I nuovi dati si allineano con quella documentazione storica e aprono aree target per un follow-up sistematico. Con la legislazione dalla propria parte e risultati analitici che confermano le aspettative geologiche, NordX si trova in una posizione difficile da ignorare nel panorama europeo dell’esplorazione uranífera.



