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NTPC punta al nucleare: 30 GW entro il 2047 e il cantiere di Mahi Banswara

NTPC, il maggiore produttore di energia statale indiano, ha annunciato utili trimestrali oltre le attese e accelera la sua espansione nel nucleare con il progetto da 2.800 MW di Mahi Banswara in Rajasthan, avviato ufficialmente a settembre 2025.

NTPC punta al nucleare: 30 GW entro il 2047 e il cantiere di Mahi Banswara

NTPC, il colosso statale indiano dell’energia elettrica, ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 con utili superiori alle stime degli analisti, segnando un balzo del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La notizia finanziaria è rilevante, ma quello che conta davvero per il settore è ciò che viene dopo: la società ha confermato la sua strategia di ingresso nel nucleare, con obiettivi che ridisegnano la mappa energetica dell’India.

Il progetto cardine è il Mahi Banswara Rajasthan Atomic Power Project, 2.800 MW di capacità installata distribuiti su quattro reattori ad acqua pesante pressurizzata da 700 MW ciascuno. Il premier Narendra Modi ha posato la prima pietra il 25 settembre 2025, segnando l’ingresso formale di NTPC nel settore nucleare civile. Il costo dell’impianto è stimato attorno ai 42.000 crore di rupie, circa 5 miliardi di dollari. Il progetto viene realizzato attraverso la joint venture Anushakti Vidhyut Nigam (ASHVINI), partecipata al 51% da NPCIL e al 49% da NTPC. Il sito è sulla riva destra del fiume Mahi, a monte del bacino idrico di Mahi Bajaj Sagar, nel Rajasthan.

L’Atomic Energy Regulatory Board aveva rilasciato l’autorizzazione al progetto nel maggio 2025, spianando la strada alla cerimonia inaugurale. La prima unità dovrebbe essere operativa entro sei anni e mezzo dall’avvio dei lavori. Le unità successive entreranno in servizio a intervalli di sei mesi l’una dall’altra. Secondo le dichiarazioni del presidente e amministratore delegato di NTPC, Gurdeep Singh, l’obiettivo è raggiungere 30 GW di capacità nucleare entro il 2047, di cui una parte attraverso ASHVINI e una parte in autonomia tramite la controllata NPUNL. Singh ha precisato che entro il 2036-37 l’India sarà in grado di aggiungere circa 10 GW di nucleare ogni anno, man mano che i cantieri attivi si moltiplicano.

Il contesto è quello di un paese con una capacità nucleare installata attuale di circa 8.880 MW, a fronte di una domanda complessiva di oltre 229.000 MW. L’India ha fissato un obiettivo ufficiale di 100 GW di nucleare entro il 2047, undici volte il livello attuale. Il bilancio federale 2025-26 aveva già stanziato 20.000 crore di rupie per la Nuclear Energy Mission. Il Rajasthan, con questa centrale, passerà da circa 1.080 MW di capacità nucleare agli oltre 5.900 MW una volta completato l’impianto, diventando uno dei principali poli nucleari del paese. Oltre a Mahi Banswara, altri progetti analoghi da 2.800 MW sono in corso di pianificazione in Haryana e in Madhya Pradesh.

Nel frattempo, anche Larsen & Toubro, il grande gruppo ingegneristico indiano che ha registrato un aumento degli utili del 14% nello stesso trimestre, ha segnalato un’intensificazione delle discussioni sul nucleare, sia nel segmento convenzionale che in quello avanzato. L’interesse dei grandi operatori privati affianca quello delle utility statali e rafforza l’idea che il settore stia assumendo un peso strutturale nei piani industriali del paese, non solo nelle dichiarazioni di intenti.

Se NTPC riuscirà a mantenere i ritmi dichiarati, l’India potrebbe costruire nei prossimi vent’anni una base nucleare paragonabile a quella dei grandi produttori mondiali. I reattori IPHWR-700, tecnologia indigena sviluppata da NPCIL e BARC, sono il mattone di questa espansione. La scommessa non è solo sull’atomo: è sulla capacità dell’industria indiana di progettare, costruire e gestire in autonomia una flotta di reattori su scala industriale, riducendo al minimo la dipendenza da tecnologie straniere.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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