Connor Clark & Lunn Investment Management ha acquisito una posizione da 301,99 milioni di dollari in Cameco Corporation, il secondo produttore mondiale di uranio per volumi estratti. Non è un movimento isolato. Nelle stesse settimane, diversi fondi — da OMERS Administration Corp con 16,58 milioni a Portland Investment Counsel con 3,31 milioni — hanno aperto o ampliato posizioni sia in Cameco che in BWX Technologies. Il denaro istituzionale si muove in modo coordinato verso il settore nucleare.
Cameco è quotata a New York con il ticker CCJ ed è con sede a Saskatoon, in Canada. Nel 2025 ha registrato ricavi per 3,4 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 3,1 miliardi del 2024, con un utile lordo salito da 783 a 970 milioni di dollari. La società copre l’intera filiera dell’uranio: esplorazione, estrazione, lavorazione e vendita. Secondo i dati disponibili, ha estratto circa il 15% dell’uranio mondiale nel 2025, seconda solo a Kazatomprom. Gli analisti stimano che tra il 2025 e il 2028 i ricavi cresceranno a un tasso annuo composto dell’8%, con l’EBITDA adjusted in aumento del 12%.
BWX Technologies occupa una posizione altrettanto solida, ma su un fronte diverso. È l’unico produttore su larga scala di componenti nucleari specializzati, sistemi di carburante e reattori navali in Nord America. Nel 2025 ha chiuso con ricavi per 3,2 miliardi di dollari; le proiezioni per il 2026 indicano 3,7 miliardi. Ad aprile, la società ha annunciato l’acquisizione di Precision Components Group per ampliare la capacità produttiva e rafforzare la presenza nel nucleare commerciale statunitense. Oltre ai reattori della Marina militare americana, BWXT sviluppa piccoli reattori modulari — gli SMR — e produce combustibile nucleare avanzato, incluso l’uranio ad alto arricchimento HALEU. Su BWXT convergono posizioni di Sanctuary Advisors con 15,61 milioni, Callan Family Office con 1,87 milioni e Ranger Investment Management, tra gli altri.
Dietro questi movimenti c’è una tesi di lungo periodo, non una scommessa di breve. La domanda di energia nucleare è in crescita strutturale: i data center alimentati dall’intelligenza artificiale assorbono quantità di elettricità che le rinnovabili da sole non riescono a garantire con continuità. Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump ha spinto per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture nucleari e affermare l’indipendenza energetica. L’Agenzia Internazionale per l’Energia stima che la capacità nucleare mondiale potrebbe aumentare di oltre il 50% tra il 2025 e il 2050. Il mercato globale dell’energia nucleare è valutato intorno ai 41,6 miliardi di dollari nel 2026, con proiezioni a 52,6 miliardi entro il 2034.
Connor Clark & Lunn gestisce oltre 222 miliardi di dollari in asset e figura tra i maggiori gestori privati canadesi. Una posizione da 302 milioni su un singolo titolo del settore energetico non passa inosservata. Combinata con gli investimenti paralleli in BWX, la lettura è quella di un posizionamento strutturato sull’intera catena del valore nucleare — dall’estrazione dell’uranio alla componentistica dei reattori. Se la traiettoria dei ricavi di Cameco e BWX continuerà a confermare le stime, altri fondi istituzionali seguiranno. Il nucleare non è più una scommessa di nicchia: è diventato un’asset class a pieno titolo nei portafogli globali.



