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Nucor investe nella fusione: Helion vale 15,5 miliardi dopo il Series G

Helion Energy ha chiuso un round Series G da 465 milioni di dollari, triplicando la sua valutazione a 15,5 miliardi. Tra gli investitori storici figura Nucor, il colosso americano dell’acciaio, che ha registrato un beneficio contabile diretto dalla rivalutazione della quota.

Nucor investe nella fusione: Helion vale 15,5 miliardi dopo il Series G

Helion Energy ha chiuso il suo round Series G da 465 milioni di dollari, portando la valutazione post-money a 15,5 miliardi. Quasi il triplo rispetto ai 5,43 miliardi del Series F di gennaio 2025. Tra i soci di lunga data c’è Nucor, il più grande produttore di acciaio degli Stati Uniti, che nei risultati del secondo trimestre 2026 ha contabilizzato un beneficio non monetario al lordo delle imposte legato proprio all’aumento di valore della sua partecipazione in Helion.

Il round è stato guidato da Thrive Capital, con nuovi investitori tra cui Alta Park Capital, Lux Capital, Peak XV Partners e Bill Ford, presidente esecutivo di Ford Motor Company. Hanno partecipato anche i soci già presenti: Capricorn Technology Impact Funds, Lightspeed Venture Partners, Mithril Capital, SoftBank Vision Fund 2 e Good Ventures Foundation di Dustin Moskovitz. Il totale del capitale raccolto da Helion dalla fondazione supera ora 1,5 miliardi di dollari. La startup di Everett, Washington, è oggi la società di fusione privata con la valutazione più alta al mondo.

Il capitale servirà ad accelerare il dispiegamento commerciale della tecnologia, ampliare la capacità produttiva e soddisfare una domanda di energia in rapida crescita. Helion sta costruendo Orion, il suo primo impianto commerciale a fusione, a Malaga, nello Stato di Washington. Ha già firmato un accordo vincolante per la fornitura di 50 megawatt a Microsoft entro il 2028, un contratto unico nel settore della fusione privata. Parallelamente, la società sta completando una struttura per la produzione di condensatori Omega a Everett. Il prototipo di settima generazione, Polaris, ha recentemente raggiunto una serie di traguardi tecnici validati da cinque articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria.

Per Nucor, l’investimento in Helion è parte di una strategia di diversificazione energetica a lungo termine. L’acciaio è un settore energivoro e la prospettiva di accedere a energia da fusione, pulita e in quantità teoricamente illimitata, è un obiettivo industriale concreto. La rivalutazione della quota registrata nel secondo trimestre 2026 dimostra che la scommessa finanziaria sta dando risultati già nel breve periodo, indipendentemente dai tempi tecnici dello sviluppo dell’impianto commerciale.

Con 1,5 miliardi di dollari raccolti in totale e un accordo di fornitura con un hyperscaler come Microsoft, Helion si distingue dalla concorrenza nel campo della fusione privata non solo per la valutazione, ma per la concretezza degli impegni commerciali. Se l’impianto Orion rispetterà le scadenze annunciate, la società potrebbe diventare il primo operatore al mondo a vendere elettricità da fusione su scala commerciale. Un traguardo che trasformerebbe l’intera equazione energetica globale — e che renderebbe l’investimento di Nucor, oggi già redditizio sulla carta, qualcosa di molto più significativo.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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