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NuScale Power lancia un’offerta azionaria da 750 milioni di dollari

NuScale Power ha avviato un programma di offerta azionaria at-the-market da 750 milioni di dollari, sfruttando l’unica certificazione NRC nel settore degli SMR per rafforzare il bilancio. La mossa arriva mentre il dibattito sulla valutazione dell’azienda si intensifica tra gli investitori.

NuScale Power lancia un’offerta azionaria da 750 milioni di dollari

NuScale Power ha avviato l’11 agosto 2026 un programma di offerta azionaria at-the-market (ATM) da 750 milioni di dollari in azioni ordinarie di Classe A, quotate al NYSE con il simbolo SMR. L’accordo è stato concluso con un gruppo di banche e agenti di vendita — tra cui UBS Securities, B. Riley Securities, Canaccord Genuity, Craig-Hallum Capital Group e Texas Capital Securities — e prevede una commissione massima del 2% sui proventi lordi di ogni collocamento.

Il meccanismo scelto è quello tipico dei programmi ATM: la società vende azioni gradualmente sul mercato aperto, a prezzi correnti, decidendo di volta in volta volumi, tempistiche e prezzo minimo. Non si tratta quindi di un’emissione unica e immediata. La diluizione per gli azionisti esistenti si materializza solo nel momento in cui le azioni vengono effettivamente collocate. Al 30 giugno 2026, NuScale aveva in circolazione circa 410 milioni di azioni di Classe A e 19 milioni di Classe B. Ipotizzando un prezzo unitario di 9,18 dollari e il pieno utilizzo del programma, verrebbero emesse circa 81,7 milioni di nuove azioni, portando il valore contabile netto per azione da 4,63 a 5,33 dollari.

Perché NuScale raccoglie capitale proprio ora? La risposta è nella posizione che occupa nel mercato degli small modular reactor. È l’unica azienda al mondo ad avere una certificazione del design rilasciata dalla Nuclear Regulatory Commission statunitense, un traguardo che ha richiesto anni di lavoro e centinaia di milioni di dollari. Nessun altro concorrente nel settore SMR ha ancora superato questo passaggio regolatorio. Quel vantaggio strutturale alimenta aspettative di lungo periodo molto elevate — la narrativa più seguita dagli analisti colloca il fair value dell’azione intorno ai 100 dollari, contro una quotazione recente di circa 9,40 dollari — e giustifica la necessità di costruire una riserva di cassa adeguata per continuare lo sviluppo commerciale.

Il contesto di mercato nel breve termine è più articolato. Il titolo ha guadagnato l’8,29% nell’ultimo mese, ma accusa un calo del 42,37% da inizio anno. Il rendimento totale per l’azionista su un anno è negativo per il 73,17%, mentre su tre anni rimane positivo. Questo divario riflette una tensione reale: la domanda globale di energia affidabile e a basse emissioni di carbonio è in forte crescita, spinta dall’espansione dei data center e dalle politiche di decarbonizzazione. Il nucleare è tornato al centro di questa discussione, e NuScale è tra i pochi soggetti con le credenziali regolatorie per rispondere concretamente. Ma tradurre quelle credenziali in ricavi richiede tempo e capitali.

Il programma ATM è esattamente lo strumento pensato per questa fase: raccogliere risorse in modo flessibile, senza fissare oggi un prezzo o un volume definitivo, adattandosi all’andamento del mercato. Se NuScale riuscirà a convertire il vantaggio regolatorio in contratti commerciali concreti nei prossimi anni, la liquidità raccolta con questo programma potrebbe rivelarsi la leva che ha reso possibile il salto. Il settore SMR è ancora in costruzione — in tutti i sensi — e chi avrà il bilancio per resistere fino alla piena operatività sarà in una posizione difficilmente replicabile.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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