Il progetto Macusani — il più grande deposito di uranio non ancora sviluppato in America Latina — si trova ora in una delle posizioni più favorevoli della sua storia. La conferma ufficiale della vittoria elettorale di Keiko Fujimori alle presidenziali peruviane del 2026 coincide con una svolta regolatoria senza precedenti per i minerali critici nel paese andino, e American Lithium Corp. guarda a questa congiuntura con interesse diretto.
Fujimori ha vinto il ballottaggio del 7 giugno contro Roberto Sánchez con un margine di appena 49.641 voti su oltre 18 milioni di schede, con l’esito deciso dai voti degli espatriati dopo un conteggio durato 22 giorni. La presidente eletta — prima donna a vincere la presidenza peruviana — ha costruito la sua campagna su sicurezza e stabilità economica, con un’apertura esplicita al settore minerario. Ha definito il Peru “un paese minerario” e ha sostenuto che l’estrazione deve proseguire con un’attenzione alla sostenibilità. Il nuovo governo prenderà ufficialmente le redini il 28 luglio 2026.
Il cambio al vertice si inserisce in un quadro politico già mutato nei mesi precedenti. Il governo uscente aveva emesso un Decreto Supremo che dichiara uranio e litio risorse critiche e strategiche di rilevanza nazionale crescente, citando il loro ruolo nella transizione energetica, nell’elettromobilità e nello stoccaggio di energia pulita. È la prima volta che l’uranio ottiene questo riconoscimento formale in Peru — una lacuna normativa che esisteva almeno dal 2018 — portandolo allo stesso livello del litio, già tutelato da una legge specifica del 2021. Lo stesso Decreto ha promosso un Forum internazionale sul tema, co-organizzato dal Ministero dell’Energia e delle Miniere e dal Ministero delle Costruzioni, svoltosi il 7 e 8 luglio 2026 a Lima. La direzione politica del governo peruviano coincide con l’attenzione internazionale crescente verso Lima come hub per i minerali critici, anche in vista del 27° Congresso Mondiale delle Miniere, che si terrà nella capitale peruviana.
American Lithium opera nel plateau di Macusani, nella regione di Puno nel sud-est del paese, con due asset distinti. Il progetto Falchani è uno dei più grandi depositi mondiali di litio in roccia dura — con una risorsa significativa anche di cesio, che ha superato le 400.000 tonnellate nella classificazione misurata e indicata. Il progetto Macusani è il più grande deposito uranifero non sviluppato dell’intero continente latinoamericano. Entrambi i siti hanno completato valutazioni economiche preliminari e godono di sostegno delle comunità locali. A dicembre 2025, la Corte Suprema di Lima ha consolidato la titolarità legale di 32 concessioni minerarie in favore della sussidiaria peruviana Macusani Yellowcake S.A.C., eliminando le ultime fonti di incertezza giuridica sui titoli minerari.
La congiuntura attuale — cambio di governo pro-investimenti, riconoscimento normativo dell’uranio, chiarezza giudiziaria sulle concessioni — crea le condizioni per un avanzamento concreto verso studi di pre-fattibilità su entrambi i progetti. Se la nuova amministrazione Fujimori tradurrà in regolamentazione secondaria le intenzioni del Decreto Supremo, accelerando i percorsi autorizzativi per i minerali strategici, il Peru potrebbe posizionarsi come uno dei principali fornitori occidentali di uranio nel decennio che viene. Per i mercati che cercano alternative geografiche alle catene di approvvigionamento attuali, Macusani è un nome destinato a pesare di più.



