Fermi America ha portato il Project Matador davanti alla Texas House Natural Resources Committee il 24 giugno 2026, presentando un piano dettagliato sul consumo idrico del campus energetico in costruzione nel Panhandle texano. Charlie Hamilton, Chief Site Development Officer dell’azienda, ha testimoniato all’audizione parlamentare dedicata all’uso dell’acqua da parte dei data center, illustrando come il progetto sia stato progettato per rispettare le risorse idriche locali senza rinunciare alla potenza di calcolo necessaria all’intelligenza artificiale.
Il progetto punta a diventare la più grande griglia privata al mondo, con una capacità fino a 17 GW, di cui circa 6 GW già autorizzati su 7.570 acri nel Panhandle. Il mix energetico previsto a regime sarà composto per circa il 50% da gas naturale, per il 40-45% da nucleare e per la parte restante da solare. La componente nucleare si baserà su quattro reattori Westinghouse AP1000, per i quali Fermi America ha già presentato alla Nuclear Regulatory Commission la domanda di licenza combinata a giugno 2025. La costruzione dei reattori è prevista a partire dal 2027, con entrata in funzione attesa intorno al 2032. Nel frattempo, il campus sarà alimentato da gas naturale e solare, con prima erogazione di energia attesa entro fine 2026.
La questione dell’acqua è centrale nel dibattito texano. Il Panhandle poggia sull’Ogallala Aquifer, falda dalle riserve limitate in quella zona specifica: il sito scelto ha uno spessore saturo inferiore ai 20 piedi, il che significa che non è irrigabile e l’acqua disponibile in loco è scarsa. Per questo Fermi America ha costruito una strategia su più livelli. Un accordo con la città di Amarillo consente l’acquisto di fino a 2,5 milioni di galloni al giorno nella fase iniziale, con possibilità di scalare fino a 10 MGD nelle fasi successive. A regime, il campus non supererà i 27,5 MGD annui. Per il raffreddamento, Fermi ha firmato un accordo con MVM EGI, azienda ungherese specializzata in torri di raffreddamento ibride secco-umido, che promettono oltre l’80% di risparmio idrico rispetto ai sistemi convenzionali. Il sistema a circuito chiuso riduce l’evaporazione e il progetto valuta anche il riutilizzo di acque riciclate e riciclate, bacini sotterranei e stagni di stoccaggio coperti da pannelli solari.
Il presidente della commissione Cody Harris, dopo la testimonianza, ha dichiarato che il progetto è “un buon esempio per lo Stato su come affrontare questa sfida nel modo giusto.” L’impegno di Fermi America sul fronte idrico non è solo dichiarativo. Il progetto prevede quattro fasi di costruzione, con la prima da completare entro fine 2026 per raggiungere 1,1 GW di capacità. La fase quattro è attesa entro il 2038. Sul fronte dei finanziamenti, l’azienda ha già ottenuto quasi un miliardo di dollari in impegni da parte di creditori, tra cui un prestito da 500 milioni di dollari da MUFG annunciato a febbraio 2026. Sul fronte industriale, Fermi ha siglato accordi con Hyundai Engineering & Construction per la progettazione di front-end dei quattro AP1000 e con Doosan Enerbility per la produzione di componenti.
Un campus da 18 milioni di piedi quadrati di capacità AI, con energia nucleare come spina dorsale a lungo termine e una gestione dell’acqua pensata fin dall’inizio come vincolo ingegneristico e non come afterthought: è questo il modello che Fermi America sta proponendo al Texas e, implicitamente, al mercato globale dei data center. Se i reattori AP1000 entreranno in servizio nei tempi previsti, Project Matador potrebbe diventare il primo esempio su larga scala di computing iperscalato alimentato prevalentemente da energia nucleare.



