Radiant Nuclear ha ricevuto la prima tranche di combustibile nucleare presso il DOME dell’Idaho National Laboratory, la struttura del National Reactor Innovation Center dedicata alla sperimentazione di microreattori. Il combustibile è ora sul posto e l’azienda si prepara a portare online il suo reattore Kaleidos per un test a piena potenza e piena temperatura entro l’estate 2026, avviando mesi di validazione tecnica che dovranno supportare la produzione commerciale e le prime consegne entro il 2028.
Il combustibile tri-strutturale isotropico — TRISO — è stato prodotto da Standard Nuclear a Oak Ridge, Tennessee, secondo le specifiche di Radiant, nella prima parte di quest’anno. Si tratta dello stesso tipo e delle stesse specifiche che equipaggeranno i reattori commerciali dell’azienda: una scelta deliberata per ridurre al minimo le incognite tra il prototipo e il prodotto finale. Il TRISO non è un combustibile qualunque: ogni particella delle dimensioni di un seme di papavero racchiude uranio ossicarburo rivestito da strati ceramici concentrici, che agiscono da barriera fisica ai prodotti di fissione. Può operare fino a 1.600 gradi Celsius senza perdere integrità strutturale, un margine che rende Kaleidos intrinsecamente sicuro da un punto di vista fisico.
Il programma di test è strutturato in cinque fasi progressive. Con il combustibile disponibile, Radiant procederà dalla criticità a zero potenza fino a 1 MW termico, poi alla piena potenza e al pieno calore, per concludere con almeno 150 ore di funzionamento a piena potenza senza intervento degli operatori. Questo ultimo traguardo è considerato la dimostrazione concreta della maturità commerciale del sistema. Radiant è l’unico sviluppatore che conduce test presso il DOME in questo momento, e il programma mira ad alimentare il processo di licenza presso la Nuclear Regulatory Commission (NRC) con dati reali di performance.
Il DOME stesso è una struttura ricavata dalla cupola del vecchio Experimental Breeder Reactor-II, un edificio alto 30 metri per 24 di diametro, capace di accogliere reattori fino a 20 MWth. La sua costruzione è stata anticipata di quasi un anno rispetto ai piani originali per rispettare gli ordini esecutivi dell’amministrazione in materia di energia nucleare firmati nel maggio 2025. Il Dipartimento dell’Energia aveva approvato nel febbraio 2026 la richiesta di autorizzazione DARK — seconda delle tre valutazioni di sicurezza previste dal programma DOE — concedendo a Kaleidos il primo via libera a test a piena potenza nell’ambito del Nuclear Reactor Pilot Program.
Kaleidos è un reattore ad alta temperatura raffreddata a elio, con nucleo a grafite prismatica e moderatore a idruro di zirconio, racchiuso in un singolo container da trasporto. Genera 1 MW elettrico da 3 MWth, opera per anni senza rifornimento e non richiede acqua per il raffreddamento. L’elio, che non diventa radioattivo, circola attraverso il nocciolo trasferendo il calore senza entrare mai in contatto diretto con il combustibile. Radiant, fondata nel 2019 da ex ingegneri SpaceX, ha già chiuso un round da 300 milioni di dollari a fine 2025 e sta costruendo la fabbrica R-50 a Oak Ridge, progettata per produrre 50 unità Kaleidos all’anno. L’obiettivo dichiarato è sostituire i generatori diesel in installazioni remote, basi militari, ospedali e data center. L’Air Force ha già abbinato Radiant alla Buckley Space Force Base in Colorado per il dispiegamento del primo reattore operativo.
Se i test estivi andranno come previsto, Kaleidos diventerà il primo microreattore a dimostrare capacità operative complete in un impianto governativo aperto al settore privato. Il passo verso la licenza commerciale NRC sarebbe molto più breve di quanto la storia del nucleare abbia abituato a pensare: dati reali, lo stesso combustibile della versione di serie, una fabbrica già in costruzione. Il 2028 come data di consegna non è più solo un obiettivo — è una tabella di marcia con tappe concrete.



