Home Economia dell'Energia Sam Altman punta sulla fusione: 1,7…
Economia dell'Energia

Sam Altman punta sulla fusione: 1,7 miliardi in Helion

La scommessa personale più grande di Sam Altman non è OpenAI — è Helion Energy, la startup di fusione nucleare in cui ha investito circa 1,7 miliardi di dollari. Un bet decennale che oggi vale molto di più, con Helion valutata 15,5 miliardi e una centrale in costruzione per Microsoft.

Sam Altman punta sulla fusione: 1,7 miliardi in Helion

La scommessa più grande di Sam Altman non porta il nome di OpenAI. Porta il nome di Helion Energy, startup di fusione nucleare con sede a Everett, Washington, in cui il CEO di OpenAI ha accumulato una quota personale da circa 1,7 miliardi di dollari. Forbes la classifica tra i suoi investimenti principali, e i numeri giustificano l’attenzione: Helion è stata valutata 15,5 miliardi di dollari nel giugno 2026, dopo aver chiuso un round Serie G da 465 milioni guidato da Thrive Capital.

Altman è entrato in Helion nel 2015, quando era presidente di Y Combinator e aveva appena convinto la startup a partecipare all’acceleratore. Da allora non ha mai smesso di investire. Nel 2021 ha guidato il round Serie E da 500 milioni, il singolo assegno più grande che abbia mai firmato come investitore personale. Nel gennaio 2025 ha partecipato a un ulteriore round da 425 milioni insieme a SoftBank e Lightspeed Venture Partners, portando il totale raccolto dalla società oltre 1,5 miliardi di dollari. Oggi Helion ha in costruzione il suo primo impianto commerciale a Malaga, sempre nello stato di Washington.

Perché la fusione, e perché adesso? La risposta è diretta: i data center che alimentano i modelli di intelligenza artificiale consumano elettricità a una velocità che le fonti esistenti faticano a seguire. Il progetto Stargate — l’infrastruttura AI da 500 miliardi di dollari lanciata da OpenAI e SoftBank — richiede almeno cinque gigawatt di potenza. Helion promette energia praticamente illimitata e priva di carbonio attraverso la fusione nucleare controllata, e ha già firmato un accordo di fornitura con Microsoft per 50 megawatt entro il 2028. È il primo contratto commerciale al mondo per energia da fusione.

Il settimo prototipo di Helion, chiamato Polaris, è operativo presso la struttura di Everett. Se i test andranno come previsto, la società afferma che sarà la prima macchina al mondo a generare elettricità dalla fusione. Il CEO David Kirtley ha spiegato che i fondi raccolti serviranno soprattutto a produrre internamente condensatori, semiconduttori e magneti — componenti che oggi richiedono anni di attesa dai fornitori esterni. Portarli in casa significa accelerare i tempi di costruzione dei reattori.

Altman siede nel consiglio di Helion come presidente, ma si è recusato dai negoziati tra la startup e OpenAI — società in cui non detiene quote — per evitare conflitti di interesse. Secondo quanto riportato, OpenAI starebbe valutando un accordo che potrebbe garantirle il 12,5% della produzione di Helion, ovvero cinque gigawatt entro il 2030 e cinquanta gigawatt entro il 2035. Sono cifre enormi per una tecnologia che non ha ancora dimostrato la resa energetica netta su scala commerciale, ma il percorso oggi appare più concreto di quanto non fosse dieci anni fa. La valutazione triplicata in pochi mesi — da 5,4 a 15,5 miliardi — dice che il mercato comincia a crederci.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

Articoli simili