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SEID di Parre entra nella fusione nucleare con SPARC di CFS

Un’azienda di ingegneria della Val Seriana, SEID, ha inaugurato il nuovo quartier generale a Parre e lavora ai sistemi di controllo di SPARC, il tokamak di Commonwealth Fusion Systems destinato a dimostrare la fusione a guadagno netto entro il 2027.

SEID di Parre entra nella fusione nucleare con SPARC di CFS

Una società di ingegneria da 45 persone in Val Seriana lavora ai sistemi di controllo del tokamak che potrebbe cambiare la storia dell’energia. SEID, con sede a Parre in provincia di Bergamo, ha inaugurato il 27 giugno il suo nuovo headquarter e ha confermato il proprio coinvolgimento in SPARC, il reattore sperimentale di Commonwealth Fusion Systems progettato per raggiungere il guadagno netto di fusione.

La nuova sede si sviluppa su circa 3.500 metri quadrati e riunisce in un unico spazio ingegneria, sviluppo software, produzione e collaudo. L’azienda ha scelto di recuperare uno stabile brutalista progettato dall’architetto Sergio Crotti, già legato alla figura di Fausto Radici, simbolo dell’industria bergamasca. L’organico è cresciuto da 35 a 45 collaboratori negli ultimi anni, con un fatturato dichiarato di 9,5 milioni di euro e oltre mille impianti realizzati in più di 60 Paesi. Fondata nel 1988, SEID ha costruito nel tempo un portafoglio di commesse che va dalla NASA al MOSE di Venezia, dai giacimenti offshore di ExxonMobil in Guyana fino, appunto, alla fusione nucleare.

SPARC è un tokamak compatto ad alto campo magnetico in costruzione nel campus di Devens, in Massachusetts. Commonwealth Fusion Systems, spinout del MIT, punta al primo plasma nel 2027 con l’obiettivo di superare Q maggiore di uno, il punto in cui il reattore produce più energia di quanta ne consuma per riscaldare il plasma. La costruzione è attualmente completata al 75%: la sala del tokamak ospita già le bobine di campo toroidale e i segmenti della camera a vuoto. Per raggiungere quel traguardo il tokamak usa magneti superconduttori ad alta temperatura in REBCO, materiale che consente campi magnetici di 12 tesla in un volume molto più compatto rispetto alle macchine precedenti. SPARC aprirà poi la strada ad ARC, il primo impianto commerciale a fusione, atteso in rete nei primi anni Trenta.

Il ruolo di SEID in questo progetto riguarda i sistemi di controllo, esattamente l’area in cui l’azienda bergamasca ha costruito la sua reputazione internazionale. Integrare strumentazione e automazione in impianti ad alta complessità — dall’oil & gas all’idrogeno, dall’offshore alla ricerca avanzata — è il mestiere che SEID svolge da quasi quattro decenni. La partecipazione a SPARC non è un salto nel vuoto: è la continuazione di una traiettoria già percorsa su progetti dove i margini di errore sono minimi e le specifiche tecniche non ammettono approssimazioni.

Vale anche guardare al quadro più ampio. L’Italia è già presente nella filiera della fusione attraverso ENI, che nel marzo 2023 ha firmato un accordo pluriennale con Commonwealth Fusion Systems per collaborare alla costruzione di SPARC e alla successiva centrale ARC. SEID aggiunge un tassello industriale concreto a quella presenza, dimostrando che la supply chain della fusione si sta costruendo anche in territori lontani dai grandi poli metropolitani. Se SPARC centrerà l’obiettivo del 2027, l’impresa di Parre avrà contribuito a scrivere una pagina della storia energetica globale.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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