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Sunrise, il supercomputer britannico dedicato alla fusione nucleare

Il Regno Unito lancia Sunrise, il supercomputer AI più grande al mondo dedicato esclusivamente alla ricerca sulla fusione nucleare, con 45 milioni di sterline di investimento pubblico e hardware AMD e Dell. Contestualmente, Cambridge inaugura Zenith e il laboratorio SAIL, rafforzando l’infrastruttura nazionale per l’intelligenza artificiale applicata alla scienza.

Sunrise, il supercomputer britannico dedicato alla fusione nucleare

Il 10 giugno 2026, all’Università di Cambridge, è stato ufficialmente presentato Sunrise: il supercomputer AI più grande al mondo interamente dedicato alla ricerca sulla fusione nucleare. Lo stesso giorno è stato inaugurato Zenith, la nuova piattaforma AI-for-science di Cambridge, e annunciato il laboratorio SAIL (Sovereign AI Innovation Lab). Tre sistemi, un’unica strategia: costruire un’infrastruttura computazionale sovrana capace di sostenere la scienza britannica nei prossimi decenni.

Sunrise è finanziato con 45 milioni di sterline dal Department for Energy Security and Net Zero, è di proprietà della UK Atomic Energy Authority (UKAEA) e sarà operato dall’Università di Cambridge presso il campus di Culham. Il sistema assorbe 1,4 megawatt di potenza ed è equipaggiato con 672 acceleratori AMD Instinct MI355X e 168 processori AMD EPYC 9575F montati su server Dell PowerEdge. La potenza dichiarata arriva a 6,76 exaflop di calcolo AI — una misura riferita ai carichi di lavoro per l’intelligenza artificiale, non ai benchmark HPC tradizionali. I primi utilizzi operativi sono previsti già nel giugno 2026. Zenith, invece, è già attivo: finanziato con 36 milioni di sterline da DSIT e UKRI, si basa sulla stessa architettura AMD-Dell e offre prestazioni sei volte superiori rispetto al sistema che sostituisce, Dawn. Secondo il Dr. Paul Calleja, direttore del Research Computing Service di Cambridge, Zenith e Sunrise sono rispettivamente il secondo e il terzo supercomputer più grandi del Regno Unito, dopo Isambard-AI a Bristol.

Il ruolo di Sunrise nella ricerca sulla fusione è preciso. Gli scienziati dell’UKAEA lo useranno per modellare il comportamento dei plasmi turbolenti, sviluppare materiali capaci di resistere alle condizioni estreme all’interno di un reattore a fusione e testare configurazioni progettuali prima della realizzazione fisica. Il direttore dei programmi di calcolo dell’UKAEA, Rob Akers, ha descritto l’obiettivo come la creazione di gemelli digitali predittivi che combinano simulazioni ad alta fedeltà con AI fisica per ridurre costi, rischi e tempi di sviluppo. Tecnologie come la riproduzione del trizio — combustibile indispensabile per i futuri impianti a fusione — rientrano tra i problemi che il sistema dovrà affrontare. Sunrise si colloca inoltre alle fondamenta dell’AI Growth Zone di Culham, il primo distretto britannico dedicato all’intelligenza artificiale applicata all’energia pulita.

Alle spalle di questo investimento c’è anche una mossa commerciale di AMD su scala nazionale. Il 8 giugno, durante la London Tech Week, la CEO Lisa Su aveva annunciato un impegno fino a 2 miliardi di sterline in cinque anni nel mercato britannico. Zenith e Sunrise sono la concretizzazione più visibile di quell’annuncio. L’hardware scelto — processori EPYC di quinta generazione, acceleratori Instinct MI355X e il software open source ROCm — riflette una scelta deliberata di architettura aperta e interoperabile, in contrasto con gli ecosistemi proprietari che dominano il mercato degli acceleratori AI. Il laboratorio SAIL, ospitato nel Research Computing Service di Cambridge, è pensato proprio per offrire un ambiente di test su infrastruttura sovrana a ricercatori, enti pubblici e aziende private.

Se Sunrise rispetterà i tempi di attivazione previsti e consegnerà le prestazioni annunciate, il percorso verso la fusione commerciale nel Regno Unito disporrà di una base computazionale concreta su cui costruire. Cambridge avrà tre macchine complementari operative entro fine 2026. Il modello — investimento pubblico, hardware industriale, gestione universitaria — potrebbe diventare un riferimento per altri paesi europei che cercano di dotarsi di capacità di calcolo sovrane senza affidarsi interamente ai grandi provider cloud americani.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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