Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha fissato settembre come scadenza per presentare il decreto Imprese, un pacchetto di semplificazioni che include esplicitamente l’avvio della produzione di energia nucleare di nuova generazione in Italia. Lo ha dichiarato in un’intervista a La Stampa, delineando tre priorità urgenti per sostenere le imprese e abbattere i costi energetici.
La questione energetica è al centro del piano. Urso ha ricordato che la produzione da fonti rinnovabili è cresciuta del 40 per cento negli ultimi tre anni, ma ha indicato con chiarezza che questo non basta. Servono interventi strutturali sui costi, e il nucleare è parte integrante della risposta. “Dobbiamo rimuovere le resistenze di alcune Regioni e avviare la produzione di energia nucleare di nuova generazione”, ha detto il ministro, citando il nodo delle opposizioni locali come ostacolo da affrontare con strumenti normativi precisi. Il decreto di settembre punta proprio a sbloccare questo passaggio, con semplificazioni mirate sul fronte della produzione energetica.
Il contesto in cui si inserisce questa mossa è quello di una competitività industriale sotto pressione. Il PIL italiano ha tenuto nella prima parte del 2026 meglio della media europea, con sette mesi positivi di produzione industriale negli ultimi dodici. Ma i costi dell’energia restano un freno strutturale per le imprese manifatturiere. Inserire il nucleare di nuova generazione nella cornice delle semplificazioni burocratiche non è un gesto simbolico: è il tentativo di tradurre in atti concreti un orientamento che il governo esprime da tempo, bypassando le resistenze istituzionali a livello regionale attraverso strumenti legislativi nazionali.
Sul fronte degli investimenti, il governo ha già messo in campo Transizione 5.0, con dieci miliardi destinati all’industria. Urso ha lasciato aperta la porta a ulteriori risorse attraverso la legge di bilancio, se necessario. Si parla anche della candidatura italiana per ospitare una delle gigafactory europee, con un consorzio di imprese già in fase di costruzione. L’obiettivo dichiarato è posizionare l’Italia nella catena del valore delle tecnologie energetiche del futuro, e il nucleare di nuova generazione — compresi gli Small Modular Reactor — è una componente di questa visione industriale.
Quello che arriverà a settembre sarà un test reale. Se il decreto Imprese conterrà norme operative per superare i veti regionali e aprire la strada agli impianti nucleari di nuova generazione, l’Italia avrà fatto un passo concreto verso il ritorno all’atomo. Se resterà a livello di intenzione politica, il dibattito si sposterà alla legge di bilancio autunnale. Il ministro Urso ha scelto di mettere il nucleare accanto alle semplificazioni burocratiche per le imprese: un segnale che il tema non è più solo energetico, ma è diventato anche una questione di politica industriale.



