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USA: 50 milioni di libbre di uranio consumate, 677.000 prodotte

Nel 2024 gli Stati Uniti hanno consumato circa 50 milioni di libbre di uranio nei loro 94 reattori operativi, producendone domesticamente appena 677.000. Eagle Nuclear Energy (NASDAQ: NUCL) vuole colmare quel divario con il giacimento più grande del paese e una tecnologia SMR proprietaria.

USA: 50 milioni di libbre di uranio consumate, 677.000 prodotte

Nel 2024 gli Stati Uniti hanno consumato circa 50 milioni di libbre di uranio nei 94 reattori in esercizio sul territorio nazionale, producendone domesticamente soltanto 677.000. Il rapporto è quasi 74 a 1. Un anno prima, nel 2023, la produzione interna era ferma a 50.000 libbre. Il divario è reale, documentato dall’Energy Information Administration, e si allarga ogni anno che passa.

A fronte di questo squilibrio, Eagle Nuclear Energy Corp. (NASDAQ: NUCL) sta avanzando sul progetto Aurora, che le società classificano come il più grande giacimento convenzionale di uranio misurato e indicato degli Stati Uniti, situato tra la contea di Malheur in Oregon e la contea di Humboldt in Nevada. La risorsa indicata ammonta a 32,75 milioni di libbre di U₃O₈ con ulteriori 4,98 milioni di libbre inferite secondo lo standard tecnico S-K 1300. La società ha già depositato le domande di permesso preliminari e punta a completare uno studio di pre-fattibilità nella seconda metà del 2027. L’estate 2026 vedrà l’avvio di un programma di perforazione. I tempi sono definiti, non vaghi.

Il quadro strutturale in cui si muove Eagle è quello di un paese che importa oltre il 95% del proprio uranio, con una quota significativa proveniente da Russia e Kazakhstan. La pressione sulla sicurezza energetica è concreta. Sul fronte della domanda, l’arrivo dei piccoli reattori modulari aggiunge un ulteriore strato di fabbisogno a un mercato già teso. I prezzi spot dell’uranio hanno toccato 101 dollari per libbra a fine gennaio 2026, livello che non si vedeva dal 2007, prima di ridiscendere intorno agli 80 dollari. Il prezzo a lungo termine ha raggiunto 93 dollari per libbra, il massimo dal 2008.

La strategia di Eagle non si limita all’estrazione. La società detiene anche i diritti esclusivi su una tecnologia SMR proprietaria, con l’obiettivo dichiarato di integrare sotto lo stesso tetto la produzione del combustibile e il reattore che lo consuma. SLR Consulting è già stata incaricata del lavoro ambientale e autorizzativo, con l’obiettivo di mantenere i requisiti della Nuclear Regulatory Commission in vista durante l’intero percorso di sviluppo degli SMR. Eagle ha anche avviato discussioni preliminari con il Dipartimento dell’Energia americano. Il deposito Aurora contiene inoltre mineralizzazione di litio superiore a 1.200 ppm negli strati superficiali, una variabile secondaria ma non trascurabile.

Nel 2025 la produzione interna americana è salita a circa due milioni di libbre, ancora una frazione della domanda annua. GlobalData stima che entro il 2030 la quota statunitense sulla produzione globale di uranio potrebbe arrivare al 7,5%, contro lo 0,7% del 2024. Cina e India stanno portando avanti alcuni dei più ambiziosi programmi di costruzione di reattori al mondo, sottraendo disponibilità ai produttori occidentali. Se Aurora raggiungerà la produzione nei tempi previsti, potrebbe diventare un punto di riferimento concreto per le utilities americane che cercano forniture domestiche in un mercato sempre più competitivo.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors) Uranio

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