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USA: 900 milioni al nucleare di Peter Thiel per produrre HALEU domestico

Il Dipartimento dell’Energia americano assegna 900 milioni di dollari a General Matter, la startup nucleare sostenuta da Peter Thiel, per costruire capacità produttiva di uranio arricchito ad alto tenore (HALEU). L’operazione fa parte di un piano da 2,7 miliardi per liberare gli Stati Uniti dalla dipendenza dal carburante nucleare russo.

USA: 900 milioni al nucleare di Peter Thiel per produrre HALEU domestico

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha assegnato 900 milioni di dollari a General Matter, una startup nucleare sostenuta dal miliardario Peter Thiel, per sviluppare la produzione domestica di uranio arricchito ad alto tenore, noto come HALEU. L’annuncio fa parte di un pacchetto complessivo da 2,7 miliardi distribuito tra tre aziende, con l’obiettivo di recidere la dipendenza americana dal combustibile nucleare russo.

Gli altri 900 milioni sono andati ad American Centrifuge Operating, sussidiaria di Centrus Energy, che opera già un impianto a Piketon, in Ohio, dove ha avviato la produzione di HALEU nell’ottobre 2023 diventando l’unica fonte domestica di quel carburante. Un terzo blocco da 900 milioni è stato assegnato a Orano Federal Services, braccio americano del colosso francese del combustibile nucleare, con focus sull’uranio a basso arricchimento per i 94 reattori commerciali già in esercizio nel paese. I fondi verranno erogati attraverso ordini di lavoro nell’arco di dieci anni, con un approccio basato sul raggiungimento di tappe verificabili.

General Matter è una realtà giovane: registrata in California nel gennaio 2024, con sede a San Francisco, è stata fondata da Scott Nolan, partner di Founders Fund — il fondo venture capital co-fondato da Thiel — ed ex ingegnere di SpaceX dove aveva lavorato allo sviluppo del motore Merlin e della capsula Dragon. L’anno scorso la società aveva raccolto 50 milioni di dollari in un round guidato da Founders Fund, operazione che aveva portato Thiel nel consiglio di amministrazione. La tecnologia scelta da General Matter per arricchire l’uranio è basata sul laser: un approccio che sfrutta precise frequenze di luce per eccitare e separare gli isotopi di uranio. L’impianto sorgerà a Paducah, nel Kentucky, recuperando parte dell’area dell’ex Paducah Gaseous Diffusion Plant. Il Dipartimento dell’Energia aveva già concesso alla startup un’area di circa 100 acri sul sito, insieme all’accesso ad almeno 7.600 cilindri di esafluoruro di uranio come materia prima per le prime operazioni di riarricchimento. La costruzione dovrebbe avviarsi entro fine anno, con l’obiettivo di essere operativi prima del 2030.

Il motivo strategico dell’intera operazione è chiaro. La Russia controlla circa il 44% della capacità mondiale di arricchimento dell’uranio e copre il 35% delle importazioni americane di combustibile nucleare. Il Congresso ha risposto nel 2024 con un divieto sulle importazioni di uranio russo, ma vietare le importazioni non basta: serve una filiera domestica capace di sostituirle. L’HALEU, arricchito tra il 5% e il 20% in U-235, è il combustibile richiesto dalla maggioranza dei progetti di reattori avanzati oggi in sviluppo — dai reattori a sali fusi ai microreattori, fino a oltre metà dei design di SMR attualmente in fase di sviluppo. Senza una produzione commerciale su scala nazionale, quei reattori restano sulla carta.

L’amministrazione Trump ha dato impulso esplicito a questa direzione. Il segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato che gli assegnamenti dimostrano l’impegno a ricostruire una filiera sicura del combustibile nucleare, capace di alimentare sia i reattori esistenti sia quelli di nuova generazione. La domanda attesa di HALEU è destinata a crescere rapidamente, alimentata anche dall’esplosione dei data center per l’intelligenza artificiale che cercano fonti di energia affidabili e continue. Se General Matter riuscirà a portare in produzione la propria tecnologia laser entro i tempi previsti, gli Stati Uniti avranno per la prima volta due filiere domestiche di HALEU concorrenti — un risultato che cambierebbe in modo duraturo l’equilibrio del mercato globale del combustibile nucleare.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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